lavoro
30 Novembre 1999 amministratore

Disoccupazione giovanile lavoro in nero

Giovani laureati, giovani diplomati, con particolare riferimento alle donne ed alla popolazione giovanile meridionale al di sotto dei 24 anni, sono coloro, che, involontariamente, si trovano ad essere "inattivi".
L'aumento della disoccupazione giovanile, con dati preoccupanti, soprattutto rispetto a chi è in cerca di un impiego per la prima volta, risente, oltre che di fattori strutturali, anche della volontà di accostamento al mercato del lavoro, da parte di categorie, che in passato, non ne avevano.
Tra queste categorie, le donne costituiscono una considerevole percentuale. Sono, infatti, in crescita le donne in cerca di occupazione, e, quindi, le disoccupate sono quasi più dei disoccupati.

Nonostante una continua e rapida evoluzione dei costumi sociali, le donne continuano ad avere molte difficoltà, nell'uscire dallo stato di disoccupazione. Infatti, i flussi di passaggio dalla disoccupazione al lavoro mostrano, con un chiaro scarto percentuale, questo dislivello: il 24,4% delle donne riesce ad uscire dalla disoccupazione, per gli uomini, si registra un maggior successo, dal momento che il 31,6% riesce a trovare un impiego.
Come già specificato nell'Introduzione, il settore dei servizi costituisce un significativo punto di riferimento per le donne in cerca di occupazione. Non solo. Circa il 70% dei giovani, in cerca di prima occupazione, trova un lavoro nel settore dei servizi.
I primi approcci con il mondo del lavoro sono, spesso, semplificati, grazie a dei contratti a tempo determinato, o part time. Se, da un lato, favoriscono un giovane, o una giovane, inesperti, dall'altro rischiano di diventare una consuetudine deviante. Infatti, la stipulazione di un contratto di lavoro più stabile viene rimandata in eterno, causando situazioni di precariato e frustrazione.

Inutile dire, infine, che molti giovani, in particolare gli studenti universitari ricorrono a forme di "lavoro nero", in condizioni spesso non molto salubri e sicure, ma facilmente accessibili, grazie al "tam tam" giovanile e studentesco. Queste occupazioni precarie hanno il vantaggio di consentire agli studenti di conciliare lavoro e studio, ma, alimentano, in ogni caso, un fenomeno che andrebbe arginato.

 

 

 

 
Joomla SEO powered by JoomSEF
Login Area

Newsletter

Iscriviti gratis riceverai così le notizie di ItaliaDonna via e-mail:
News Ricette



Chiudi