L'emigrazione degli italiani, le regioni d'origine e la storia
Dal 1876 al 1887, il primato appartiene al Veneto, Piemonte e Lombardia: queste tre regioni raggiungevano, da sole, il 64.4 % dell'intera emigrazione. Dal 1887 al 1890, il Veneto mantiene il primo posto con una quota ancora più elevata, ma l'emigrazione proveniente da Piemonte Lombardia è ormai minore rispetto a quella della Campania, che occupa il secondo posto a poca distanza dal Piemonte. Dal 1901 al 1914, il Veneto continua a conservare il primato, ma la quota, che rappresentava più del 36 % della massa migratoria, scende al 17 %. Al secondo posto, segue la Sicilia con il 12.6 %; al terzo la Campania con l'11 % e, subito dopo il Piemonte e la Lombardia.
L'emigrazione verso le Americhe si può suddividere in tre distinti periodi: quello della prevalenza verso l'Argentina (1877/90); quello verso il Brasile (1891/97) e quello delle correnti migratorie verso gli Stati Uniti.
Gli Stati
Uniti sono il Paese, che in questo periodo (1875/1913) assorbì
il maggior numero di italiani, con oltre 5 milioni di unità,
seguito, sempre nel Continente americano, dall'Argentina con 2 milioni
e 360 mila unità, e dal Brasile con 1 milione e 300 mila, circa
il 44% del totale degli emigrati arrivati in Brasile.
