EMIGRAZIONE NEL XX SECOLO
cultura
10 Ottobre 2009 amministratore

EMIGRAZIONE NEL XX SECOLO

Il "boom", che riguarda essenzialmente le regioni industrializzate del Nord, ha però, notevoli conseguenze anche per le popolazioni meridionali, che abbandonano

Il "boom", che riguarda essenzialmente le regioni industrializzate del Nord, ha però, notevoli conseguenze anche per le popolazioni meridionali, che abbandonano in massa le campagne per trasferirsi al Nord, soprattutto nel triangolo industriale Milano - Torino - Genova, attratte da migliori condizioni di vita e da più generose provvidenze sociali.

Questa massiccia emigrazione interna, che interessa centinaia di migliaia di persone, è forse il più importante fenomeno sociale di questi anni. Un fenomeno per certi aspetti positivo, perché contribuisce all'omogeneizzazione culturale del popolo italiano, la cui unità, vecchia ormai di un secolo, è rimasta più che altro un dato ufficiale, amministrativo, animato magari da generosi quanto astratti sentimenti di solidarietà, ma raramente operante nel senso di una reale uniformità del tessuto sociale del Paese.

Nonostante il benessere economico sia ormai alla portata di una fascia sempre più larga della popolazione italiana, il flusso dell'emigrazione all'estero non accenna a diminuire, mantenendo una media annua di 150.000 unità; i piani governativi di riforma fondiaria procedono con troppa lentezza e con troppo scarso entusiasmo perché si possa sperare in una soluzione in tempi brevi dei gravi problemi di ordine economico e sociale che affliggono l'agricoltura italiana in generale e quella meridionale in particolare.

Per quanto l'apporto di nuove forze di lavoro, là dove ve n'era maggior bisogno, abbia provocato un incremento del reddito globale, gli aspetti positivi e negativi di questa migrazione sono stati sottoposti a una critica, che non ha trovato tutti concordi, e che per molti aspetti richiama le polemiche sollevate nei Paesi di immigrazione. In particolare, le polemiche sull'abbassamento del livello dei salari nelle regioni di immigrazione a causa della maggiore offerta di forze di lavoro, ricordano le obiezioni sollevate a più riprese negli Stati Uniti e in certi Paesi europei di fronte all'immigrazione proveniente dall'Europa meridionale.


 

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