10 Ottobre 2009
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EMIGRAZIONE NEL XX SECOLO
Filosofia razionalista
Corrente filosofica nata alla fine del XVII secolo, in cui la ragione era l'unico mezzo per l'analisi della realtà delle cose. Questa modalità di approccio, trovò spazio anche nelle scienze umane e nella letteratura. Fra gli esponenti più famosi, di questa corrente filosofica troviamo Cartesio e John Locke.
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Gli
anni immediatamente successivi al Secondo Conflitto Mondiale, vedono invece
come mete privilegiate non più i Paesi d'oltreoceano, ma i Paesi
europei: Germania, Svizzera, Francia, Belgio, che attraggono i lavoratori
italiani, sia per il miraggio di un lavoro ben retribuito e di condizioni
di vita più favorevoli, sia per la loro vicinanza geografica, rendendo
più realizzabile un eventuale ritorno in Patria. Il fenomeno delle
migrazioni delle masse, tuttavia, non riguarda soltanto spostamenti da
uno Stato ad un altro e da un Continente all'altro, ma riguarda anche
le varie Regioni che compongono uno stesso Paese, chiameremo questo tipo
di migrazione: migrazione interna.
In Italia ad esempio,
come in molti altri Paesi europei, possiamo definire due tipi distinti
di emigrazione, quella che partiva dalle Regioni del Centro - Sud, economicamente
depresse, alla volta delle Regioni del Centro - Nord, più ricche
perché più industrializzate, e quella che da tutta l'Italia
si diramava all'estero.
Le migrazioni interne
in Italia, modeste nel periodo anteriore al 1902, che è peraltro
l'anno dal quale si cominciano ad avere dati certi, sono andate da quel
momento crescendo, se si eccettuano gli anni corrispondenti alle due
guerre mondiali, fino a raggiungere il livello massimo nel 1962, con
2.196.000 unità; dopo tale data ha avuto inizio un lento declino.