EMIGRAZIONE ITALIANA DAL 1861 AL 1913
Gli emigrati dall'Italia meridionale, prevalentemente addetti all'agricoltura e braccianti, costretti all'espatrio dalla povertà dei loro Paesi erano disposti ad accettare qualsiasi lavoro e anche a stabilirsi definitivamente all'estero, nelle terre d'oltremare; al contrario, l'emigrazione dall'Italia settentrionale, più altamente qualificata e, in genere temporanea, era per lo più assorbita da Paesi europei.

Italiani appena sbarcati negli Stati Uniti. Inizi del XX Secolo.
Tra i Paesi di destinazione
dell'emigrazione continentale, la Svizzera passò al primo posto
superando la Germania, l'Austria e la stessa Francia; nell'emigrazione
verso Paesi d'oltremare si accentuò invece il primato degli Stati
Uniti, dove si diressero, dal 1901 al 1913, oltre 3 milioni di italiani,
contro i 951.000 dell'Argentina e i 393.000 del Brasile. Gli alti salari
offerti al mercato nordamericano, la diminuzione delle terre libere
nei Paesi dell'America Meridionale, la maggiore facilità e rapidità
di guadagni, consentita dalla grande industria degli Stati Uniti, concorsero
a dirottare il flusso dell'emigrazione dall'Italia.
