cultura
18 Febbraio 2010 amministratore

La Maternità dopo gli anni 60

Dopo gli anni '60, la maternità non viene attaccata, soltanto in seguito a considerazioni umanitarie sullo sfruttamento della donna nella fabbrica, o come conseguenza dell'instaurarsi della mentalità moderna di stampo razionalistico che vedeva nei legami familiari di tipo tradizionale un ostacolo, infatti, è proprio quando comincia ad affermarsi l'ideologia del benessere, tipica conseguenza del boom economico, quando lo scopo generalizzato diviene l'autorealizzazione individualistica, che la maternità diviene - a livello di sistema il più grosso ostacolo al raggiungimento del welfare state, quasi un'esclusiva funzione da regolare, da pianificare in accordo con le risorse materiali disponibili.

 

Esistono nella società moderna, è bene ricordarlo, delle contraddizioni:

 

  • da un lato, la maternità è vista come un fatto correlato alla natura stessa della donna, come un valore altamente positivo che ogni società le ha da sempre assegnato;

     

  • dall'altro, la maternità è vista come un momento di sofferenza, in un certo modo non più sostenibile, di subordinazione della donna alla famiglia.

In ogni caso, i sentimenti con cui è vissuta la maternità, variano notevolmente, a seconda della classe sociale. In particolare, in Italia, ci troviamo di fronte a due tipi differenti di culture ancora distanti e separate fra loro, che rispecchiano le contraddizioni di cui sopra.

 

Da una parte, abbiamo l'articolato mondo delle famiglie borghesi, dove il progressivo controllo delle nascite viene operato in base al principio del calcolo dei costi, e in modo funzionale alla dinamica professionale; i figli sono generati per perpetuare l'orgoglio del buon nome della famiglia e in stretto rapporto con le elevate aspirazioni del loro successo sociale, normalmente ricercato attraverso la scuola.

 

Dall'altra, troviamo il non meno complesso mondo delle famiglie popolari, dove la maternità è ancora vissuta con sentimenti altamente positivi, molto spesso il figlio è il depositario della volontà di riscatto della famiglia, e rappresenta la possibilità di elevarsi ad un livello sociale superiore. Potremmo dire, quindi, che la famiglia popolare è più legata al bisogno di figli di quanto non lo sia la famiglia di classe medio-alta.

 

 

 
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