IL PARLAMENTO EUROPEO
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seduta del Parlamento
Europeo
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Gli anni '90
Negli Gli anni '90 rappresentano
un'importante fase nella realizzazione dell'Europa Unita, perché
in questo periodo è stato raggiunto tra i Paesi membri l'accordo
sull'attivazione di una cooperazione politica sempre più profonda,
alla quale è stata data una priorità assoluta.
Il Trattato di Maastricht nel 1992 sanciva la creazione dell'Unione
Europea e della Moneta Unica. Per quanto riguarda il Parlamento Europeo,
sono state moltissime le innovazioni che questo Trattato ha determinato.
In primo luogo, è stato conferito al Parlamento Europeo il diritto
d'iniziativa. Il Parlamento Europeo a maggioranza dei suoi membri può
richiedere alla Commissione "di presentare adeguate proposte sulle
questioni per le quali reputa necessaria l'elaborazione di un atto della
Comunità ai fini dell'attuazione del Trattato CEE" (artt.138B
Trattato Cee modificato, artt.20A Trattato Euratom modificato). In altre
parole, il Parlamento Europeo può sollecitare la Commissione
ad occuparsi di alcuni problemi che devono essere affrontati con una
legge dell'Unione Europea.
Il Trattato di Maastricht estende inoltre ad altri settori la procedura
di cooperazione: norme di esecuzione (leggi che autorizzano la realizzazione di alcuni progetti) per quel che riguarda i fondi sociali
e regionali, l'ecologia e gli aiuti allo sviluppo, politica dei trasporti
e aiuti pubblici.
Infine, il Trattato di Maastricht ha introdotto la procedura di conciliazione
(artt.189 Trattato Cee modificato), riconoscendo al Parlamento Europeo
il diritto di veto (diritto di bloccare l'approvazione di una legge o di un regolamento, se si esprime un parere negativo). su questioni riguardanti: l'ambiente, la libera circolazione
dei lavoratori e dei servizi, , la protezione dei consumatori, il mercato
interno, la cultura e l'educazione. Secondo le nuove disposizioni, i
provvedimenti legislativi che regolano queste materie dovranno essere
approvate dal Consiglio a maggioranza qualificata (cioè con 54
voti a favore su 76 membri del Consiglio) e da almeno 260 parlamentari.
Se non si raggiunge un accordo, è prevista la creazione di un
"comitato di conciliazione", costituito da membri del Parlamento
e da membri del Consiglio dei Ministri. Se il comitato non riesce a
far raggiungere un accordo tra il Parlamento Europeo ed il Consiglio,
allora il progetto di legge cadrà definitivamente.
