cultura
10 Ottobre 2009 amministratore

IL PARLAMENTO EUROPEO

Gli anni '80

Negli anni '80 è stata accelerata la "costruzione" dell'Unione Europea, con importanti conseguenze per il Parlamento Europeo.
Nel 1983, fu approvata la Dichiarazione di Stoccarda sull'Unione Europea. In questo documento è stato allargato il potere di controllo politico del Parlamento Europeo sulla Commissione. Questo controllo ha luogo in due modi: attraverso la nomina del Presidente della Commissione, ed attraverso l'espressione del voto di fiducia sul Programma della Commissione.
Nel 1987, l' Atto Unico Europeo (AUE, documento di riforma delle istituzioni comunitarie, firmato dai Paesi membri nel 1987) diede al Parlamento Europeo il diritto di esprimere un parere conforme, oggi indispensabile per gli accordi di associazione e di ammissione nella Comunità di un nuovo Stato, per la stipulazione di accordi internazionali, sul diritto di soggiorno dei cittadini dell'Unione, per l'organizzazione e gli obiettivi dei fondi strutturali e del Fondo di coesione, per individuare i compiti e i poteri della Banca Centrale Europea (BCE), sui quali dovrà essere presa una decisione secondo il principio della maggioranza. Inoltre, secondo le disposizioni dell'AUE, il Parlamento deve partecipare attivamente a tutte le attività che riguardano la cooperazione politica tra i Paesi membri e tra le Comunità Europee ed altri Paesi esterni ad esse. Inoltre l'Atto Unico Europeo, accanto alla consultazione semplice (una sola lettura, quella prevista nei Trattati del 1957), introdusse la procedura di cooperazione per la politica sociale, per la realizzazione della libertà di stabilimento, per il mutuo riconoscimento dei diplomi, per la ricerca e lo sviluppo tecnologico, per la realizzazione della libera circolazione dei lavoratori, per il riavvicinamento delle legislazioni relative al mercato interno, per la coesione economica e sociale e per il coordinamento delle disposizioni per i cittadini stranieri relative all'ordine pubblico e alla sanità pubblica.
Secondo la procedura di cooperazione, il Consiglio dei Ministri stabilisce una posizione comune, che verrà presentata al Parlamento, il quale a sua volta ha la facoltà di chiedere alla Commissione ed al Consiglio tutte le informazioni, che riguardano la posizione comune. Entro 3 mesi il Parlamento deve pronunciarsi positivamente o negativamente ed eventualmente proporre delle modifiche (emendamenti). Se il Parlamento non si pronuncia o da il suo appoggio alla posizione del Consiglio, quest'ultimo può adottare definitivamente l'atto, se invece non è d'accordo, il Consiglio potrà adottare l'atto soltanto se tutti i suoi componenti lo avranno approvato .

 
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