IL PARLAMENTO EUROPEO
| Atto Unico Europeo
L'Atto Unico Europeo è un documento di riforma delle istituzioni comunitarie, firmato dai Paesi membri nel 1987. |
| Spese non obbligatorie Le spese non obbligatorie sono quelle spese che non sono previste dai Trattati istitutivi e dagli Atti istitutivi. |
| Diritto di stabilimento Il diritto di stabilimento consiste nella possibilità, per ogni cittadino dei Paesi membri, di stabilirsi liberamente in uno qualsiasi dei Paesi membri della Comunità, per svolgere un attività professionale. Esso, quindi, riguarda le persone fisiche o giuridiche, che esercitano un'attività d'impresa, ed ai lavoratori autonomi, che esercitano un'arte o una professione liberale. Nella definizione s'include anche la libertà di prestare servizi da uno Stato all'altro della Comunità. |
| Unione Politica I Paesi membri dell'Unione Europea negli ultimi anni hanno individuato delle aree di collaborazione diverse da quelle economiche e finanziarie. Oggi, infatti, vengono affrontati dall'Unione Europea problemi di natura politica, che in passato erano specifici dei Governi Nazionali. In particolare i Paesi membri concordano una comune linea di comportamento in questi settori: la cooperazione allo sviluppo, la politica estera comune (Pesc) e la tutela dei diritti umani. |
| Unione Monetaria L'Unione Monetaria consiste nell'eliminazione delle monete nazionali e nella creazione di una moneta unica: l'Euro. Nel Trattato di Maastricht, 1992, sono stati stabilite le regole per la realizzazione dell'Unione Monetaria. |
| CEE Istituita con i Trattati di Roma, nel 1957. La CEE rappresenta il tentativo, da parte dei Paesi dell'Europa occidentale, di unire i propri sforzi e la propria capacità su questioni d'interesse comune. Nel 1992, è stato approvato il Trattato di Maastricht, che prevede un'integrazione sempre più completa tra i Paesi membri, attraverso, tra l'altro, l'istituzione dell'Euro, la moneta unica, previsto per l'anno 2000. |
Gli anni '80
Negli anni '80 è stata accelerata
la "costruzione" dell'Unione Europea, con importanti conseguenze
per il Parlamento Europeo.
Nel 1983, fu approvata la Dichiarazione di Stoccarda sull'Unione Europea.
In questo documento è stato allargato il potere di controllo
politico del Parlamento Europeo sulla Commissione. Questo controllo
ha luogo in due modi: attraverso la nomina del Presidente della Commissione,
ed attraverso l'espressione del voto di fiducia sul Programma della
Commissione.
Nel 1987, l' Atto Unico Europeo (AUE, documento di riforma delle istituzioni comunitarie, firmato dai Paesi membri nel 1987) diede al Parlamento Europeo il
diritto di esprimere un parere conforme, oggi indispensabile per gli
accordi di associazione e di ammissione nella Comunità di un
nuovo Stato, per la stipulazione di accordi internazionali, sul diritto
di soggiorno dei cittadini dell'Unione, per l'organizzazione e gli obiettivi
dei fondi strutturali e del Fondo di coesione, per individuare i compiti
e i poteri della Banca Centrale Europea (BCE), sui quali dovrà
essere presa una decisione secondo il principio della maggioranza. Inoltre,
secondo le disposizioni dell'AUE, il Parlamento deve partecipare attivamente
a tutte le attività che riguardano la cooperazione politica tra
i Paesi membri e tra le Comunità Europee ed altri Paesi esterni
ad esse. Inoltre l'Atto Unico Europeo, accanto alla consultazione semplice
(una sola lettura, quella prevista nei Trattati del 1957), introdusse
la procedura di cooperazione per la politica sociale, per la realizzazione
della libertà di stabilimento, per il mutuo riconoscimento dei
diplomi, per la ricerca e lo sviluppo tecnologico, per la realizzazione
della libera circolazione dei lavoratori, per il riavvicinamento delle
legislazioni relative al mercato interno, per la coesione economica
e sociale e per il coordinamento delle disposizioni per i cittadini
stranieri relative all'ordine pubblico e alla sanità pubblica.
Secondo la procedura di cooperazione, il Consiglio dei Ministri stabilisce
una posizione comune, che verrà presentata al Parlamento, il
quale a sua volta ha la facoltà di chiedere alla Commissione
ed al Consiglio tutte le informazioni, che riguardano la posizione comune.
Entro 3 mesi il Parlamento deve pronunciarsi positivamente o negativamente
ed eventualmente proporre delle modifiche (emendamenti). Se il Parlamento
non si pronuncia o da il suo appoggio alla posizione del Consiglio,
quest'ultimo può adottare definitivamente l'atto, se invece non
è d'accordo, il Consiglio potrà adottare l'atto soltanto
se tutti i suoi componenti lo avranno approvato .