IL PARLAMENTO EUROPEO
L'evoluzione del Parlamento Europeo può essere divisa in tre decenni, durante i quali sono state prese delle importanti decisioni per la crescita della Comunità, delle istituzioni comunitarie e quindi anche del Parlamento Europeo.
Gli anni '70
Nel corso degli anni '70, i Paesi
membri hanno ampliato gli ambiti della loro cooperazione, includendovi
anche la collaborazione politica: una delle conseguenze più evidenti
di tale ulteriore consolidamento è stato l'allargamento delle
competenze e dei poteri del Parlamento Europeo.
Tra il 1970 ed il 1975 secondo le disposizioni del Trattato di Lussemburgo
(1970) e del Trattato di Bruxelles (1975), il Consiglio dei Ministri
doveva presentare il bilancio al Parlamento Europeo, che poteva modificarlo,
o respingerlo se esisteva una giusta motivazione. Si trattò di
un passo avanti di grande rilevanza, perché influendo sulla destinazione
delle risorse economiche della comunità, il Parlamento Europeo
acquisiva il potere di indirizzare le politiche comunitarie, seppure
in modo molto ridotto e parziale.
Nel bilancio della Comunità Europea esistono due voci: le spese
obbligatorie (Spese obbligatorie sono le spese previste dai Trattati e dagli Atti istitutivi) e le spese non obbligatorie (Spese non obbligatorie sono le spese non previste dai Trattati e dagli Atti istitutivi), su queste ultime il Parlamento
poté pronunciarsi fin da quando fu istituito.
I Trattati di Lussemburgo e di Bruxelles hanno assegnato al Parlamento
Europeo anche il potere di pronunciarsi sulle spese obbligatorie: i
deputati europei oggi possono, cioè, proporre delle modifiche
(emendamenti) che non aumentino le spese già previste.
Il compito del Parlamento però non si esaurisce nell'approvazione
delle spese, ma si estende anche al controllo su come vengono utilizzate
le risorse comunitarie, valutando anno per anno la responsabilità
politica della Commissione in materia di bilancio.
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seduta del Parlamento
Europeo
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Nel 1976 venne compiuto un altro
passo avanti fondamentale per il Parlamento Europeo: il Consiglio approvava
un importante provvedimento: "l'Atto relativo all'elezione dei
rappresentanti dell'Assemblea (del Parlamento Europeo) a suffragio universale
diretto".
Quando venne istituita l'Assemblea Comune, sia nella Ceca che nella
Cee, i Trattati prevedevano l'elezione diretta dei rappresentanti dei
popoli dei Paesi membri, tuttavia i deputati europei non furono mai
scelti direttamente dai cittadini della Comunità Europea, durante
i primi vent'anni di attività della Comunità.
La decisione di realizzare questa disposizione dei Trattati (l'elezione
a suffragio universale degli eurodeputati) ha contribuito a fare del
Parlamento Europeo la voce dei cittadini dei Paesi membri all'interno
delle istituzioni comunitarie, e ad avvicinare le persone alla Comunità
Europea stessa. La partecipazione diretta dei cittadini ha inoltre favorito
il riconoscimento del ruolo del Parlamento Europeo come un'istituzione
non più lontana e semi sconosciuta, ma come una parte integrante
della vita quotidiana degli europei.
