DONNE E ISTITUZIONI
cultura
10 Ottobre 2009 amministratore

DONNE E ISTITUZIONI

L'esperienza di alcuni Paesi europei Stando ai dati del 1996, l'uso delle quote è stato adottato da 56 partiti di 34 Paesi.

L'esperienza di alcuni Paesi europei

Stando ai dati del 1996, l'uso delle quote è stato adottato da 56 partiti di 34 Paesi. In genere, sono i partiti laburisti e socialisti ad essere più propensi verso questo tipo di provvedimenti. L'efficacia delle quote è dimostrata dal fatto che, nei Paesi in cui la presenza femminile raggiunge, ed eventualmente supera la soglia del 35 %, sono state adottate o sono ancora in vigore provvedimenti legislativi che includono le quote. Strada percorsa da Norvegia, Danimarca e Svezia.

In Danimarca, il partito socialista popolare è stato uno dei primi partiti ad introdurre nella propria organizzazione il sistema delle quote, a partire dal 1977. Infatti, era prevista una percentuale minima di presenza per gli uomini e le donne, pari al 40%, per ogni organo del partito e per ogni assemblea elettiva. Sull'esempio del partito socialista popolare, il partito parlamentare europeo ha introdotto nel 1984 il sistema delle quote, nella selezione dei candidati del partito alle elezioni del Parlamento europeo, e nel 1988 lo ha esteso alle elezioni locali. Nel 1990, le quote sono state abolite, poiché era stato raggiunto l'obiettivo prefissato.

In Belgio, è l'unico Paese dell'Ue in cui vi è una legge emanata nel 1994, che prevede espressamente delle quote per le cariche elettive di qualunque livello, stabilendo una percentuale minima di candidati dello stesso sesso, per ogni lista presentata alle elezioni. In base a questa disposizione, le liste che si presenteranno alle consultazioni tra il 1996 ed il 1999 dovranno contenere il 25% di donne tra i candidati. A partire dal 1999, la percentuale dovrà salire al 33%.

Nel 1995, in Finlandia, è stata varata una legge che stabilisce una quota di almeno il 40% dei rappresentanti dei comitati e degli organi consultivi sia costituito da uomini o da donne.

In Germania, il Partito Socialista Tedesco ha introdotto nella propria organizzazione una quota del 40% riservata alle donne, mentre per le cariche elettive, è stata introdotta una quota del 33,3%, che è salita al 40%, nel 1998.
Il partito dei Verdi ha inserito nel proprio statuto una norma che riserva almeno il 50% delle cariche alle donne, nelle assemblee ed in tutti gli organi del partito.

In Italia, nel 1993, è stata approvata una legge (L.81/93 sulle modalità dell'elezione del sindaco e del consiglio comunale nei comuni fino a 15 000), che prevedeva per ciascun sesso un terzo delle candidature. Tuttavia nel 1995, la norma è stata giudicata incostituzionale.
Inoltre nel 1993, erano state approvate delle nuove regole per l'elezione della Camera dei Deputati: il 75% dei seggi sarebbe stato assegnato con il sistema maggioritario, il restante 25% con il proporzionale. Le liste (per l'assegnazione del 25% su base proporzionale) si sarebbero dovute costituire con un ordine alternato dei sessi. Ma anche questa norma è stata giudicata incostituzionale nel 1995.

Nei Paesi bassi, sono state adottate diverse misure per aumentare la presenza femminile nelle strutture decisionali. Ricordiamo, che il Governo ha dichiarato che da 1992 avrebbe nominato per i comitati consultivi soltanto donne, fino al raggiungimento di una presenza equilibrata dei due sessi in questi organi.

Durante le elezioni del 1993 in Gran Bretagna, il partito laburista ha presentato, in alcuni collegi, delle liste in cui erano candidate soltanto delle donne.

Il partit Socialdemocratico in Svezia, ha fatto propria una raccomandazione, in base alla quale le donne occupassero il 50% delle cariche politiche.

Da quanto detto, è emerso che in molti casi il sistema delle quote è stato introdotto nelle organizzazioni politiche primarie, prima ancora che nelle istituzioni. Tuttavia, i risultati sono sempre stati incoraggianti, tanto più quando il sistema delle quote è stato preceduto e/o accompagnato da un vasto programma di sensibilizzazione della società.
Quindi, l'introduzione delle quote (in qualsiasi livello decisionale ed in qualunque struttura organizzativa) è uno strumento, che può rivelarsi efficace all'interno di un progetto più ampio. In tal senso, le quote rappresentano un "incentivo", per ridurre i tempi di affermazione dell'equilibrio della rappresentanza.
Adottare le quote nelle organizzazioni politiche primarie può essere di per sé sufficiente, per avviare un processo duraturo, perché inciderebbe sulle future generazioni dirigenziali.

 

Chiudi

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati, nel corso del loro normale utilizzo, si avvalgono di cookie utili a migliorare l'esperienza di navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni relative all'utilizzo del sito stesso. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo la pagina, cliccando su qualsiasi elemento o proseguendo la navigazione, acconsenti al loro utilizzo in conformità  alla nostra Cookie Policy.
Informativa Cookie Policy
Accetto i cookies