DONNE E ISTITUZIONI
cultura
10 Ottobre 2009 amministratore

DONNE E ISTITUZIONI

Belgio Nell'accordo di governo del 9 marzo 1992, una clausola contenuta nel Capitolo III recita: "il governo continuerà con risolutezza a promuovere una presenza

Belgio

Nell'accordo di governo del 9 marzo 1992, una clausola contenuta nel Capitolo III recita: "il governo continuerà con risolutezza a promuovere una presenza equilibrata ed un'assegnazione paritaria degli incarichi tra uomini e donne in tutte le sfere della vita sociale e politica, - inoltre, si aggiunge nel Capitolo IV[…], s'impegna ad adottare iniziative volte ad incoraggiare una migliore partecipazione delle donne ai processi decisionali politici".
Coerentemente con questo spirito, sono state intraprese delle campagne di sensibilizzazione dirette agli uomini ed alle donne, per una partecipazione paritaria alla politica. Vengono, inoltre pubblicati periodicamente rapporti e statistiche sulla partecipazione politica a tutti i livelli.
Sotto l'aspetto legislativo, nel 1994 è stata emanata una legge, che prevede una percentuale minima di candidati dello stesso sesso. Durante l'arco di tempo compreso tra il 1996 ed il 1999, i partiti presenteranno dei propri candidati alle elezioni dovranno includere nelle loro liste il 25 % di candidate. Dopo il 1999, questa quota salirà al 33%. Le candidature riservate alle donne, non possono essere prese da candidati uomini; nel caso di assenza del numero previsto di candidate, le candidature rimarranno vuote. Qualora questa normativa non venisse rispettata, sono previste delle sanzioni: la riduzione di un quarto o di un terzo dei candidati dei partiti, che non rispetteranno queste regole.

Francia

Nel 1974 fu istituita la Segreteria di Stato per i diritti delle donne, che nel 1981 diventerà ministero. Tuttavia, non sono stati conseguiti risultati significativi dal punto di vista dell'incremento della partecipazione politica femminile. Invece, sul lavoro, dove il governo francese ha esplicato gran parte della sua azione, le donne hanno migliorato le proprie posizioni, sia dal punto di vista qualitativo, sia dal punto di vista quantitativo.
Risultati concreti non sono stati raggiunti attraverso le campagne di sensibilizzazione, promosse dalle associazioni femminili e/o dalle istituzioni. Nel 1994, è stata, inoltre, creata l'organizzazione svolgono Demain la Paritè, che ha l'obiettivo di rendere coerente l'azione dei gruppi femminili.

Portogallo

E' il caso di ricordare che in Portogallo le donne hanno ottenuto il diritto di voto nel 1974. Tuttavia sin dal 1974 sono state intraprese una serie di strade, che hanno perseguito lo scopo di incoraggiare le donne a far parte del mondo politico.
Uno dei settori su cui si è concentrata l'attenzione del legislatore è quello della scuola. La Commissione per la Condizione Femminile ed il Ministero della Pubblica Istruzione hanno firmato un protocollo per creare una cultura delle pari opportunità, a partire dai banchi di scuola. La Commissione per la Condizione Femminile ha inoltre intrapreso, a sostegno dell'iniziativa, una serie di studi al riguardo, che hanno portato alla pubblicazione di numerose pubblicazioni. Questa campagna di sensibilizzazione è stata condotta anche attraverso l'organizzazione di convegni e spot televisivi (dal 1993). Le organizzazioni, che non sono legate al mondo istituzionale ma che partecipano alla campagna, sono finanziate dal governo.
Anche se in Portogallo le donne non sono fortemente presenti a livello decisionale, comunque i dati attuali sono il risultato di politiche di sostegno alla partecipazione politica femminile.

Regno Unito

Nonostante la lunga tradizione del femminismo britannico, nel Regno Unito sussistono molti ostacoli alla partecipazione femminile, a livello istituzionale.
Infatti, nel sistema elettorale inglese (il primo ad arrivare, ottiene la carica) le donne vengono candidate soltanto se hanno delle sicure possibilità di vittoria. Inoltre più dei 700 seggi della Camera dei Lord sono assegnati a uomini, per motivi d'ufficio e di nascita.
Tra i vari partiti britannici, quello che più si prodiga per promuovere la partecipazione politica femminile. Nel 1993 ad esempio, il Partito Laburista ha adottato, in alcuni collegi elettorali, delle liste di sole candidate.
Accanto alle iniziative di natura legislativa, sono state avviate numerose campagne di sensibilizzazione, sia da parte di associazioni femminili, sia da organi istituzionali.

Svezia

Iniziative significative, sono state intraprese dal 1988, quando è stato varato un programma triennale, articolato in tre fasi. La prima consisteva nella sensibilizzazione del Parlamento sulla sottorappresentanza politica femminile. La seconda fase programmava l'individuazione di una strategia ben precisa, che avesse delle scadenze predeterminate. Infine la terza fase promuoveva l'elaborazione di politiche attive. Gli obiettivi di questo programma furono prefissati secondo quest'ordine: entro l'anno 1992 le donne dovevano costituire il 30% dell'organico negli enti pubblici e nelle commissioni d'inchiesta pubbliche; entro l'anno 1995 questa percentuale doveva arrivare al 40%; a distanza di un decennio dall'emanazione del programma, la rappresentanza maschile doveva essere pari a quella femminile, nei comitati delle autorità governative e nelle commissioni d'inchiesta pubbliche.
Accanto all'azione istituzionale, il programma prevedeva anche il sostegno alle associazioni femminili, che cercassero di promuovere la partecipazione politica femminile.
Anche se non è stato raggiunto il 50% delle presenze, tuttavia la Svezia ha conquistato il primato in Europa per la quota di donne, presenti al Parlamento ed al Governo.

 

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