DONNE E ISTITUZIONI
cultura
10 Ottobre 2009 amministratore

DONNE E ISTITUZIONI

L'allontanamento delle donne dalla politica tradizionale Quando parliamo di una bassa partecipazione politica femminile, ci riferiamo alle sedi tradizionali

L'allontanamento delle donne dalla politica tradizionale

Quando parliamo di una bassa partecipazione politica femminile, ci riferiamo alle sedi tradizionali del potere dello Stato, con riferimento specifico al Parlamento.
Come già detto, la rappresentanza femminile, stando agli ultimi dati disponibili (elezioni politiche del 1996), è del 10,8% , una percentuale tra le più basse in Europa. Questo dato è significativo, perché esprime un peggioramento della situazione rispetto a qualche anno fa.
Ciò non esclude però, che le donne italiane siano presenti in altre sedi politiche. Infatti, anche come conseguenza della crisi delle istituzioni rappresentative, le donne partecipano numerose soprattutto nelle amministrazioni locali, dove prevale un approccio pratico nella gestione del potere dello Stato.

graf. le donne nelle istituzioni

Le donne, infatti, sono molto presenti nelle organizzazioni di utilità sociale, di volontariato, che agiscono direttamente sul territorio. Il contatto con delle realtà, come la scuola, la parrocchia, gli ospedali, maturato durante le propria esperienza personale di figlia, moglie e madre, ha dato alle donne una singolare capacità di analizzare la società, per capirne i problemi e tentare di risolverli, spesso con successo.
Insomma, mostrando un forte senso di responsabilità civica, le donne italiane hanno scelto altre sedi politiche, in cui operare. A livello locale, la presenza femminile è decisamente consistente, soprattutto se confrontata con i dati, relativi al Parlamento. Cresce moderatamente il numero delle donne presenti nelle Regioni e nelle Province (11,6% in entrambi i casi), mentre nei Comuni si registra una significativa partecipazione femminile, con un promettente 17,9% (dati aggiornati al 15 maggio 1997).
Perché la rappresentanza politica femminile è più consistente a livello locale, piuttosto che a livello centrale?
Le motivazioni possono essere di diverso tipo, ed alcune di esse sono state già elencate. Tuttavia, è opportuno soffermarsi su questo fenomeno, e fare delle considerazioni.
Il disinteresse crescente verso i contenuti attuali del dibattito politico è dovuto alla presunta incapacità degli organi politici centrali, di occuparsi attivamente del cittadino. I problemi quotidiani, come il traffico, l'inquinamento ed il lavoro, vengono affrontati dai nostri politici in modo generico e sommario, senza soddisfare l'esigenza di una soluzione quanto più immediata. L'amministrazione locale invece, per buona parte, è in grado di interpretare le necessità della comunità di riferimento e, nei limiti imposti dalle risorse disponibili e dai vincoli legislativi, di soddisfarne le esigenze.
In questo contesto, non vi è molto spazio per le dispute di principio, che spesso rallentano i lavori del Parlamento. Occorre, infatti, agire con rapidità ed efficienza, perché l'operato dell'amministratore locale è "sotto gli occhi di tutti", e al termine del mandato, i cittadini saranno chiamati ad esprimere il loro consenso o il loro dissenso.
Il contatto con la comunità, però, ha anche un'altra importante funzione (più di quella di controllo): il mutuo scambio di opinione tra rappresentati e rappresentanti. La politica delle amministrazioni locali, in virtù di questo rapporto, assume una dimensione più umana e concreta. Una dimensione, che le donne che scendono in politica sembrano prediligere. Amministrare un'area (che può essere una città, una circoscrizione, una provincia), nella quale si abita e si è cresciuti, della quale si conoscono buona parte degli abitanti, attribuiscono una certa importanza alla carica da ricoprire. Si tratta infatti di gestire la vita di una comunità, che si conosce, che ha un'identità, e che non si perde nell'impersonalità dei numeri e delle cifre.
Un discorso che, chiaramente, non esclude che anche gli uomini trovino nell'amministrazione locale i vantaggi di questa dimensione sociale della loro carica!
Questi aspetti, sommati a quanto è stato già detto sulla rappresentanza politica femminile, creano un terreno fertile per l'azione politica delle donne. L'interventismo sociale informale, che per lungo tempo le donne hanno praticato nell'ombra, trova una sua collocazione, secondo un modello originale e propositivo.
L'amministrazione locale, insomma, si presenta come una sede appropriata, per le aspettative politiche delle donne, che intendono impegnarsi in questo settore.
Nella gestione locale del potere statale potrebbe tra l'altro trovarsi una soluzione sperimentale per la crisi della rappresentanza. I cittadini, infatti, esprimono con crescente vigore la propria esigenza di essere in contatto con coloro che li rappresentano: un rapporto che è possibile a livello locale. In questo senso, quindi, sarebbe interessante analizzare come le donne fanno politica nei comuni, dove sono più numerose, nelle province, nelle regioni. Si potrebbero trarre degli spunti interessanti, per contribuire a ricostruire il legame spezzato, o deviato, tra politici e cittadini.
Durante le ultime legislature, l'esigenza di un maggiore decentramento amministrativo è stata accolta positivamente in Parlamento. Anche se si dovrà attendere per l'attuazione vera e propria di un riordinamento istituzionale, è importante che il mondo politico abbia recepito quest'esigenza.

 

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