LA NOTTE DI HALLOWEEN
SAMAIN
Il rito di passaggio da una stagione all'altra è
frequente in molte culture antiche, i cui ritmi di vita erano profondamente
legati a quelli della natura, sia nel caso dei popoli - pastori, che
nel caso dei popoli - contadini.
Presso i popoli della penisola italica, ad esempio, questo passaggio
veniva celebrato con i "Lupercali"), nel corso dei quali si
ringraziavano gli Dei e si chiedeva la loro protezione sulle greggi
e sul raccolto.
L'avvento del Cristianesimo non ha del tutto cancellato queste festività.
In molti casi, si è sovrapposto ad esse conferendo loro contenuti
e significati diversi da quelli originari.
La Festa di San Valentino o la lo stesso Carnevale nostrano hanno origini
antichissime pagane.
L'accostamento di questo momento, lo Samain, particolarmente importante
per la sopravvivenza della comunità (semina dei campi e protezione
del bestiame) al culto dei morti, è facilmente comprensibile.
Durante la stagione invernale (già iniziata ad ottobre), la vita
sembra tacere, mentre in realtà si rinnova sotto la terra, dove
tradizionalmente tra l'altro riposano i morti.
I Celti credevano che nella notte dello Samain i morti potessero tornare
e per questo, festeggiavano il loro "capodanno" nei cimiteri
dove mangiavano e bevevano, poiché in quel momento i defunti
erano in comunione con loro.
Dopo l'istituzionalizzazione di questa festa come "cristiana"
e con il passare dei secoli, ciò che maggiormente è rimasto
come contenuto di Halloween è l'aspetto lugubre dell'aldilà,
con i fantasmi, i morti che si levano dalle tombe, le anime perdute
che tormentano coloro che in vita arrecò loro danno. Un aspetto
anch'esso esorcizzato dalle maschere e dagli scherzi.
Il culto dei morti nelle sue varie forme e sfaccettature, oggi più
che mai, è un culto che serve ai vivi, per esorcizzare in primis
la morte, ai cristiani in particolare per esorcizzare la paura dell'aldilà..
dell'inferno.
In passato, infatti, la morte era considerata pur nella sua crudeltà,
un evento perfettamente naturale, evento che non poteva essere messo
in discussione, dal momento che la medicina non disponeva di molte risorse
per ostacolarla. La morte era vissuta con maggiore serenità,
anche perché non esistevano gli ospedali, i ricoveri e molta
gente veniva curata a casa, dove spesso moriva. Si era "abituati"
alla morte e a convivere con essa fin da bambini.
Oggi invece, l'allungamento (il raddoppiamento quasi) della vita media
nei Paesi Occidentali ed i notevoli progressi delle scienze mediche
hanno reso la morte meno accettabile, privandola del suo connotato di
naturalità, che aveva in passato e caricandola ulteriormente
di visioni negative e drammatiche.
Non stupisce, quindi, che ancora oggi la superstizione sopravviva in
forme decisamente insospettabili, nel tentativo di scacciare la morte
o almeno di allontanarla il più possibile, facendosi di lei beffa
e canzonandola allegramente.