LA NOTTE DI HALLOWEEN
cultura
10 Ottobre 2009 amministratore

LA NOTTE DI HALLOWEEN

Dall'Irlanda dei Celti, passando per il Cristianesimo, agli Stati Uniti. Le origini di Halloween si perdono nel continente Europeo, nelle isole britanniche, dove abitavano i primi abitanti di quelle terre: i Celti.

Dall'Irlanda dei Celti, passando per il Cristianesimo, agli Stati Uniti.

Le origini di Halloween si perdono nel continente Europeo, nelle isole britanniche, dove abitavano i primi abitanti di quelle terre: i Celti.
Dalle loro tradizioni e dai loro costumi, si è mutuata questa festa, che con l'avvento del Cristianesimo ha assunto, accanto ai vecchi meno espliciti e chiari, nuovi contenuti. Dall'Irlanda, la tradizione è stata portata negli Stati Uniti dagli emigrati, che spinti dalla terribile carestia dell'800, Famen, si diressero numerosi nella nuova terra.
Vediamo, più da vicino cosa è successo e come, attraverso i secoli sono cambiate le cose.

I Celti

Erano prevalentemente un popolo di pastori, a differenza di altre culture europee, soprattutto a differenza di quelle del bacino del Mediterraneo. I ritmi della vita e della comunità celtica erano dunque scanditi dai tempi che l'allevamento del bestiame imponeva. Tempi differenti da quelli dei campi.
Alla fine della stagione estiva, i pastori riportavano a valle le loro greggi, per prepararsi all'arrivo dell'inverno. Il passaggio dall'estate all'inverno veniva celebrato in una festa, che aveva inizio proprio il 31 Ottobre, fine dell'anno, ed il 1° Novembre, l'inizio del nuovo anno. Veniva appunto chiamata Samain, che in gaelico significa fine dell'estate, ma in virtù dei riti ad essa collegati, ha anche assunto il significato di riunione, raduno.
In quel periodo, dunque, i frutti dei campi (che pur non essendo la principale attività dei celti, venivano comunque coltivati) erano assicurati, il bestiame era stato ben nutrito dell'aria fresca e dei pascoli dei monti, le scorte per l'inverno erano state preparate, la comunità, quindi, poteva riposarsi e ringraziare gli Dei, per la loro generosità.
L'importanza che i Celti attribuivano a Samain risiede nella concezione dell'universo e del tempo che aveva questo popolo.
Il tempo era un continuum, che prendeva la forma circolare di un ciclo. La fine di ogni ciclo era considerata un momento molto importante e carico di magia. Difatti, tutto ciò che rappresenta allo stesso tempo una linea di congiunzione e separazione aveva per i Celti il medesimo valore: una scogliera, un tramonto, e quindi anche la fine di un anno.
Lo Samain, in particolare, era le festa più importante. Serviva ad esorcizzare l'arrivo dell'inverno e dei suoi pericoli, rafforzando la comunità grazie ad un rito di passaggio, che propiziasse gli Dei.
Di qui, la carica fortemente sfrenata dei festeggiamenti, che non risparmiavano neppure travestimenti, tra canti e balli.
Ma, Samain aveva anche un altro significato. I celti temevano che il 1°Novembre le forze degli spiriti potessero unirsi al mondo dei viventi, provocando in questo modo il dissolvimento temporaneo delle leggi del tempo e dello spazio. Tutto allora poteva accadere, anche che i morti tornassero dall'aldilà, per unirsi ai vivi e festeggiare con loro.
Poiché i Celti, come altri antichi popoli, ritenevano che il giorno finisse all'ora del tramonto, aprivano Samain la sera del 31 Ottobre. Questa credenza è perfettamente coerente con la concezione temporale celtica, di cui abbiamo accennato, dal momento che armoniosamente conferisce una continuità nel susseguirsi delle giornate.
Tradizione del resto rispettata fino ai nostri tempi, in cui è durante la notte che si tengono le feste, che i bambini mascherati si aggirano di casa in casa, minacciando uno scherzetto se non si riceve un dolcetto!
La stessa etimologia della parola "Halloween" conferma ulteriormente l'importanza della "cosmologia" celtica. Halloween deriva dalla forma contratta di All Hallow' Eve, la sera di tutti i Santi (dove Hallow è la parola arcaica inglese che significa "Santo"), la "vigilia" dunque di tutti i santi.
Questa concezione del tempo, seppur soltanto formalmente e linguisticamente parlando, è molto presente nei Paesi Anglofoni, in cui diverse feste sono accompagnate dalla parole "Eve", tra cui la stessa notte di Capodanno, "New Year's Eve", o la notte di Natale "Christmas Eve".

 

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