Sabato 10 Ottobre 2009
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I mercatini di Natale |
Le origini romane
Il Natale, inteso come
festa della nascita del Messia, e celebrazione di un nuovo periodo di
prosperità, trae le sue origini dalla religione ebraica, ma già dall'antichità
Romana si ritrovano festeggiamenti il 25 dicembre.
Nell'antica Roma infatti, si celebravano diversi culti, proprio nel
periodo che precedeva il 25 dicembre. Queste feste, dette i Saturnalia,
perché dedicate al dio Saturno, duravano dal 17 dicembre al 24, e si
dedicavano all'agricoltura. Questi giorni erano estremamente speciali,
poiché era l'unico momento dell'anno in cui l'ordine della società si
invertiva, i poveri facevano i ricchi, gli schiavi i signori, e tutti
avevano diritto di scherzare sulla religione. In alcune parti del mondo,
ancora oggi in un giorno prima di Natale si assiste a questo rito di
inversione delle parti all'interno della società.
Ma la festa che più si avvicina
al Natale è senz'altro quella che si teneva il 25 dicembre stesso, in
onore del dio Mitra, celebrato come il sole invincibile, "sol invictus",
attraverso una serie di riti molto simili a quelli cristiani (battesimo,
comunione, e riposo domenicale). Questo appellativo, rivolto anche a
Gesù Cristo, dai primi cristiani, era legato al passaggio del sole.
Come abbiamo già spiegato riguardo alla festa di San Giovanni Battista,
infatti, il 25 dicembre il sole si trova in una posizione speciale (solstizio),
che lo fa sembrare fermo per qualche giorno. Per questo motivo, in tutte
le popolazioni del globo, fin dall'antichità, si sono tenuti riti dedicati
al sole e alla sua potenza, per incitare l'astro a riprendere il suo
cammino sull'orizzonte e portare la bella stagione con sé.
Così, mentre i Romani celebravano la festa del dio Mitra, da loro considerato
come il sole, i Cristiani celebrano la nascita del loro Salvatore, considerato
come la Luce dei credenti.
Le origini ebraiche
Le origini ebraiche della festa di Natale sono chiaramente dovute al
fatto che tutta la religione cristiana nacque da quella ebraica. Nell'Antico
Testamento si fa infatti riferimento alla venuta di un "messiah", che
in ebraico significa "l'annunciato", e nella Bibbia si riferisce ai
re di Israele. Quando fu annunciata la nascita di Gesù Cristo, alcuni
ebrei interpretarono la cosa come l'avvento di una nuova fase nella
vita dei credenti ed iniziarono a riferirsi a Cristo come al Messia
per antonomasia. Da questo nacque la scissione tra la religione ebraica,
che non riconobbe in Cristo un messia, e la nascente religione cristiana,
che fece del messia e del suo messaggio di pace il centro delle sue
credenze.