Festa dei serpari
Nei giorni precedenti la prima domenica di maggio, i ragazzi di Pretoro
(Chieti), cercano di catturare un gran numero di serpenti, strappando
loro i denti con un panno bianco che questi addentano, rendendoli così
innocui. Il giorno della festa utilizzano i serpenti, legati con il
laccetto di San Domenico, come bracciali e collane, sia per loro che
per la statua del santo.
Dopo la cerimonia in chiesa, la popolazione si sposta verso la località
Costa della Valle, dove viene messa in scena una rappresentazione popolare.
Due uomini, di cui uno vestito da donna, fingono di allontanarsi verso
una capanna, lasciando il loro bambino, il quale viene rapito da un
lupo. Così al loro ritorno la madre sviene e d il padre, insieme a tutti
i presenti invoca san Domenico, e per incanto il lupo torna di sua volontà
e restituisce il rapito.
Queste due rappresentazioni hanno un sapore molto antico e servivano,
nel passato, a scacciare nell'immaginario collettivo la paura dei pericoli
dei boschi, rappresentati dai poveri serpenti e dai lupi.
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