Le Dolomiti, uno dei paesaggi naturali di montagna più belli al mondo
10 Ottobre 2009 amministratore

Le Dolomiti, uno dei paesaggi naturali di montagna più belli al mondo

L'infinita bellezza delle Dolomiti

COSTRUIRE IN ARMONIA CON IL PAESAGGIO
di Massimo Carlesi

In questa stagione calda, dopo aver lasciato i rigori invernali spesso rimpianti (mai si è soddisfatti del tempo che fa), nel pieno della calura di luglio, in attesa della imminente pausa estiva, mi voglio soffermare, a "guardare" per poche ed insufficienti righe, quelle che vengono definite le montagne più belle del mondo.
Le Dolomiti sono la meta desiderata per chi vuole distaccarsi completamente, per il tempo che gli è concesso, dalla sconsiderata realtà urbana, irrazionale conquista di una vita cittadina moderna, che spesso non vuol dire socialità o comunità, ma, al contrario, significa purtroppo passivo subire degli eventi, costretti come siamo dagli ovvi e giustificati motivi della ineluttabile quotidianità di lavoro, che sempre più ci allontana dalla dimensione umana che non più tardi di cinquant'anni fa abbiamo cominciato a calpestare. Un certo signor Déodot Syilvain Tancrede de Grated de Dolomieu, celebre esperto e studioso di geologia alpina di duecento anni fa, scoprì la composizione della roccia dolomitica, formata da un "misterioso calcare contenente magnesio", per cui il moderno nome di Dolomiti.
Credo che sulle Dolomiti si sia stampato e scritto tutto, ma concedetemi questo appunto estivo che ha la pretesa di avere il solo significato di una cartolina illustrata e di un omaggio alla nostra Italia che possiede anche questo tesoro naturale.
Quello delle Dolomiti è un paesaggio che definirei "inumano" per tanta grandezza e complessità: è però un meraviglioso dono del creato per l'Uomo.
Attraverso la complice costituzione geologica, principale responsabile, le Dolomiti ci offrono la suggestione delle grandi cime, delle splendide vallate, dei pittoreschi laghetti e di quell'incalcolabile quantità di verde.
L'architetto della natura, che spesso, in tanti angoli d'Italia, ci viene rigorosamente concessa, qui appare sorprendente e supera ogni immaginabile forma divenuta un fantastico scenario quando sopra l'intenso verde di una valle, ecco, si stagliano massi angolosi e squadrati, tagliati da chissà quale mano a formare torri e bastioni merlati, cime aguzze e taglienti che si ergono quali poderose ed insuperabili pareti a difesa del cielo.
E cosa dire dei meravigliosi colori con i quali si tingono le rocce? E' il colore del tempo, è il colore della forma che con la potenza del sole e al variare della sua posizione fa assumere alle rocce luminosità diverse, nelle varie stagioni e nelle varie ore del giorno. Quando al tramonto, il gruppo del Rosengarten assume un'intonazione rosata la prima volta si resta estasiati, poi non ci si abitua, è sempre un'emozione nuova che premia il tuo intimo, il gusto del raro e dell'esclusivo; è uno spettacolo di fronte al quale non è dato di immaginare nulla di più emotivo ed entusiasmante, ma, nel contempo tranquillizzante e rilassante; qualche momento di contemplazione di quei colori, perché solo un momento è la durata del fenomeno, quasi un premio dopo la sana stancante passeggiata della giornata: è una riconciliazione.
La serenità e la tranquillità è propria della gente delle Dolomiti, gente d'antica origine, severa custode sempre a difesa del proprio patrimonio culturale e naturale.
A quella gente, fatta di instancabili lavoratori, va il merito di aver sapientemente adeguati ai tempi il "lavoro nuovo", quello del turismo, non distaccandosi però dalla dimensione dell'uomo, nell'assoluto e rigoroso rispetto della natura, salvaguardando fauna e flora.
Contemplazione e riflessione bene si coniugano con il lavoro delle mani: ed ecco le preziose sculture in legno di cirmolo, le fantasiose creazioni in ferro e gli splendidi pizzi confezionati dall'abile e velocissima manipolazione dei colorati fuselli di lino.
Neppure un ricovero per animali, semplicemente costruito, appare tale, quando intervengono mani che racchiudono antiche esperienze innate, e subito si trasforma in un luogo sacro, ove la sacralità è data dalla preziosa semplicità di modeste assi di legno sapientemente incrociate e assemblate che vibrano attraverso la luce a sembrare una moderna cattedrale. E' la vittoria dello spirito semplice. Qui c'è l'uomo. Inconsapevolmente più vicino a Dio.


 
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