Le Dolomiti, uno dei paesaggi naturali di montagna più belli al mondo
L'infinita bellezza delle Dolomiti
COSTRUIRE IN ARMONIA CON IL PAESAGGIO
di Massimo Carlesi
In questa stagione calda, dopo aver
lasciato i rigori invernali spesso rimpianti (mai si è soddisfatti
del tempo che fa), nel pieno della calura di luglio, in attesa della
imminente pausa estiva, mi voglio soffermare, a "guardare"
per poche ed insufficienti righe, quelle che vengono definite le
montagne più belle del mondo.
Le Dolomiti sono la meta desiderata per chi vuole distaccarsi completamente,
per il tempo che gli è concesso, dalla sconsiderata realtà
urbana, irrazionale conquista di una vita cittadina moderna, che
spesso non vuol dire socialità o comunità, ma, al
contrario, significa purtroppo passivo subire degli eventi, costretti
come siamo dagli ovvi e giustificati motivi della ineluttabile quotidianità
di lavoro, che sempre più ci allontana dalla dimensione umana
che non più tardi di cinquant'anni fa abbiamo cominciato
a calpestare. Un certo signor Déodot Syilvain Tancrede de
Grated de Dolomieu, celebre esperto e studioso di geologia alpina
di duecento anni fa, scoprì la composizione della roccia
dolomitica, formata da un "misterioso calcare contenente magnesio",
per cui il moderno nome di Dolomiti.
Credo che sulle Dolomiti si sia stampato e scritto tutto, ma concedetemi
questo appunto estivo che ha la pretesa di avere il solo significato
di una cartolina illustrata e di un omaggio alla nostra Italia che
possiede anche questo tesoro naturale.
Quello delle Dolomiti è un paesaggio che definirei "inumano"
per tanta grandezza e complessità: è però un
meraviglioso dono del creato per l'Uomo.
Attraverso la complice costituzione geologica, principale responsabile,
le Dolomiti ci offrono la suggestione delle grandi cime, delle splendide
vallate, dei pittoreschi laghetti e di quell'incalcolabile quantità
di verde.
L'architetto della natura, che spesso, in tanti angoli d'Italia,
ci viene rigorosamente concessa, qui appare sorprendente e supera
ogni immaginabile forma divenuta un fantastico scenario quando sopra
l'intenso verde di una valle, ecco, si stagliano massi angolosi
e squadrati, tagliati da chissà quale mano a formare torri
e bastioni merlati, cime aguzze e taglienti che si ergono quali
poderose ed insuperabili pareti a difesa del cielo.
E cosa dire dei meravigliosi colori con i quali si tingono le rocce?
E' il colore del tempo, è il colore della forma che con la
potenza del sole e al variare della sua posizione fa assumere alle
rocce luminosità diverse, nelle varie stagioni e nelle varie
ore del giorno. Quando al tramonto, il gruppo del Rosengarten assume
un'intonazione rosata la prima volta si resta estasiati, poi non
ci si abitua, è sempre un'emozione nuova che premia il tuo
intimo, il gusto del raro e dell'esclusivo; è uno spettacolo
di fronte al quale non è dato di immaginare nulla di più
emotivo ed entusiasmante, ma, nel contempo tranquillizzante e rilassante;
qualche momento di contemplazione di quei colori, perché
solo un momento è la durata del fenomeno, quasi un premio
dopo la sana stancante passeggiata della giornata: è una
riconciliazione.
La serenità e la tranquillità è propria della
gente delle Dolomiti, gente d'antica origine, severa custode sempre
a difesa del proprio patrimonio culturale e naturale.
A quella gente, fatta di instancabili lavoratori, va il merito di
aver sapientemente adeguati ai tempi il "lavoro nuovo",
quello del turismo, non distaccandosi però dalla dimensione
dell'uomo, nell'assoluto e rigoroso rispetto della natura, salvaguardando
fauna e flora.
Contemplazione e riflessione bene si coniugano con il lavoro delle
mani: ed ecco le preziose sculture in legno di cirmolo, le fantasiose
creazioni in ferro e gli splendidi pizzi confezionati dall'abile
e velocissima manipolazione dei colorati fuselli di lino.
Neppure un ricovero per animali, semplicemente costruito, appare
tale, quando intervengono mani che racchiudono antiche esperienze
innate, e subito si trasforma in un luogo sacro, ove la sacralità
è data dalla preziosa semplicità di modeste assi di
legno sapientemente incrociate e assemblate che vibrano attraverso
la luce a sembrare una moderna cattedrale. E' la vittoria dello
spirito semplice. Qui c'è l'uomo. Inconsapevolmente più
vicino a Dio.