La gondola simbolo di storia tradizioni e cultura di Venezia e del Veneto
La gondola simbolo di storia tradizioni e cultura di Venezia e del Veneto
10 Ottobre 2009 amministratore

La gondola simbolo di storia tradizioni e cultura di Venezia e del Veneto

La "Traduzione" a Venezia nel 1921 IN CARCERE CON LA GONDOLA di Andrea CastellanoUno dei simboli di Venezia, come attestato anche in famosi dipinti, è la gondola, sebbene di essa si sappia

La "Traduzione" a Venezia nel 1921
IN CARCERE CON LA GONDOLA

di Andrea Castellano

Uno dei simboli di Venezia, come attestato anche in famosi dipinti, è la gondola, sebbene di essa si sappia veramente poco, sia per quanto riguarda origine che data di nascita. Sulla stessa etimologia del suo nome ancora non sono d'accordo tutti gli studiosi. Sembra tuttavia che la gondola sia esisteva nell'809. Infatti in quell'anno, sulla base di un racconto popolare veneziano, Estella, figlia del Doge Agnello Partecipazio (quello che si batté contro i Franchi per l'indipendenza di Venezia) si recò su una bella gondola, da Pipino (il figlio di Carlo Magno divenuto re d'Italia a 5 anni) per pregarlo, invano, di non inseguire i veneziani che si erano rifugiati su alcune isole di Rialto. A prescindere dalla leggenda, un primo atto ufficiale dove si parla della gondola, è del 1094 e porta la firma del grande Doge Vitale Faliero.
Ma com'era in origine questa snella e nervosa imbarcazione composta da ben 280 pezzi? Per il giornalista e scrittore Gino Rocca, che sulle cose veneziane la sapeva lunga (è tra l'altro l'autore della commedia in dialetto veneziano "se no xe matti no li volemo"), la gondola è nata grezza, ma col tempo: "s'è fatta svelta, tagliente, agile, astuta e signorile". Ed evidentemente fu proprio il lusso a predominare nelle costruzioni delle gondole e le Autorità governative furono costrette ad emanare, sin dal 1562, una serie di leggi per porre dei limiti al colore (solo nero) ed all'ornamento di questo natante tutto veneziano.
Le pene per i trasgressori erano molto severe; ammende salatissime o addirittura la galera. Venne però tollerato (purché nero) il "felze" e cioè una specie di cabina (arredata con sofà, specchi e lumiere) posta nella parte centrale dell'imbarcazione, per proteggere i viaggiatori dalle intemperie; e forse sono solo! Il nome "felze" deriva da felci che, in epoca remota, sistemate su apposite centine, riparavano i passeggerei dai raggi solari.
L'attuale forma della gondola risale all'incirca al 1600. A quell'epoca gli "squeraroli" (così si chiamano i maestri d'ascia costruttori di gondole) per ridurre la superficie d'attrito con l'acqua, senza incidere sulla lunghezza dell'imbarcazione (circa 11 m) le diedero una forma "a falce di luna" e cioè portarono gran parte dello scafo (prua e poppa) fuori dall'acqua.
Sempre allo scopo di ridurre la resistenza di quest'ultima spostarono anche l'asse della mediana della gondola lungo una linea obliqua. In tal modo l'imbarcazione, sotto la spinta della vogata (ottenuta con un remo solo issato sulla poppa ed a sinistra) sbanda verso destra e quindi sull'acqua non scivola tutto il fondo piatto della gondola ma solo una parte. Per mantenere l'equilibrio in senso longitudinale è applicato , nella parte prodiera, un ferro (pesa circa 15 Kg) che una volta aveva solo questo scopo, ma oggi ha anche una funzione decorativa e, secondo i veneziani, rappresenta: nella parte alta, il "corno" dogale ed in quella bassa i "sestieri" della città lagunare e l'isola della Giudecca.
Oggi di gondole ne sono rimaste pochissime e quasi esclusivamente a disposizione dei turisti e di qualche romantica coppia di innamorati ancora desiderosa di scambiarsi "tenerezze" nei silenziosi e stretti canali cittadini illuminati, quando c'è, da una maliziosa e complice luna. Ormai la maggior parte dei veneziani usa la gondola, e non sempre, quasi esclusivamente per i matrimoni e i funerali. Il posto delle gondole, è stato preso da rumorose barche e motoscafi con motori anche di elevata potenza che inquinano e creano il famoso moto ondoso il quale oltre a mettere in pericolo la navigazione delle poche gondole rimaste, erode le fondamenta delle case poste sui canali.
In passato anche i Carabinieri avevano le loro gondole che vennero eliminate gradualmente nel periodo tra la prima e la seconda guerra mondiale. Da un punto di vista operativo la gondola forse non era l'ideale ma vi lascio immaginare la suggestiva potenza pittorica di una pattuglia di Carabinieri in gondola, con i loro mantelli ed i purpurei pennacchi, nel paesaggio veneziano vivido, capriccioso ed attraente.

 

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