San Benedetto da Norcia e San Francesco d'Assisi portatori di messaggi di cristianità in italia
"Ora et labora"
IL MESSAGGIO DI S. BENEDETTO DA NORCIA
di Franco Piccinelli
Insieme a quello di S. Francesco, sono l'espressione della più alta cristianità in Italia e nel mondo dove si è diffusa la parola di Cristo
Ho per protettore San Francesco. Non quello
d'Assisi. Quello di Sales. Posso ripudiarne uno per l'altro?
Mai più, me lo tengo, anche per riguardo a uno dei miei nonni
che festeggiava quest'ultimo e i miei di casa devono aver pensato
che lo si poteva smentire.
Cosi' il protettorato del vescovo ginevrino e dottore della Chiesa,
per altro coevo con il mitico assisate, si estese alla mia nipote
Francesca e di sicuro impetrerà ogni bene per eventuali,
futuri, omonimi della mia casa.
Certo, in Italia, il primo è assai più popolare del
secondo. Convergono e si dipartono da Assisi, per esempio, tutte
le maggiori iniziative e le piò o meno spontanee manifestazioni
per la pace. Protettore del nostro Paese, egli è. Ma in Europa,
a contendergli il primato, c'è San Benedetto, che estende
le sue intercessioni sull'intero continente. Quindi, se uno è
Re, l'altro dovrebbe essere Imperatore, pur se ci furono, nella
storia e nelle fiabe, dei Re con un potere maggiore degli Imperatori.
A questo punto io devo chiedere perdono a entrambi i Francesco:
d'altra parte la nostra è un'epoca di conclamate richieste
di perdono, di perdonismo, di pentitismo. Pare stia incamminandosi
a essere anche un'epoca virtuale, discorso diverso, certo, ma non
perciò poco inquietante.
Dunque? Ecco. Questo Benedetto mi piace. Molto mi piace. Mi dà
l'impressione d'uno di quei solidi contadini che fino a un paio
di generazioni fa s'incontravano nelle nostre campagne.
Intendiamoci: sempre solidi sono i contadini d'oggi, che per loro
e nostra fortuna hanno smesso l'abito della servitù per indossare
i panni del samurai. Ma, essendo vecchi di un millennio e mezzo
i tempi di San Benedetto da Norcia, devo riferirmi alle mitiche
figure d'una ruralità esaurita che faceva folclore ma imponeva
pesantissime fatiche.
Ebbene, io me lo vedo Benedetto, rampollo della nobile famiglia
romana degli Anicii, che abbandona tutto, parenti e agi, gira le
spalle al mondo, un mondo mille volte più difficile dell'attuale,
e va a vivere in una grotta vicino a Subiaco, raccogliendo intorno
a se i primi discepoli, fondando per loro la prima abbazia dell'Ordine,
a Montecassino.
Voi direte che anche i trascorsi di Francesco d'Assisi, richiamano
la rinuncia al benessere, alla ricchezza, per non doversi troppo
vergognare di fronte ai diseredati che, complessivamente, erano
comunque in numero inferiore rispetto a quelli d'oggi.
E' vero. Seraficamente, Francesco si diede ai lebbrosi, ai poveri,
spargendo in sé e attorno a sé la letizia nel nome
dell'Altissimo, tanto che ogni sofferenza impostagli dal Cielo era
vista in chiave di partecipazione allo straordinario mistero d'un
Creatore onnipotente, insindacabile nel suo volere dai percorsi
enigmatici per la pura ragione.
Benedetto, fatto salvo ovviamente il misticismo, tracciò
un'altra strada, di santificazione non disgiunta dalle esigenze
concrete della vita terrena, intesa non solo negli elementari aspetti
di sopravvivenza, ma estesa a difendere la coltura attraverso il
lavoro manuale e la salvaguardia appunto d'un patrimonio culturale
e letterario antico che altrimenti si sarebbe perduto.
La sintesi di questa visione del monachesimo benedettino, che per
otto secoli ebbe un'influenza determinante sulla vita religiosa
e civile, è nei due ideali della preghiera e del lavoro che
ne ispirarono la Regola.
"Ora et labora", che, laicamente, potremmo tradurre come
invito a non oziare nella sola contemplazione e a non finalizzare
nel lavoro qualsivoglia attività.
Si, reitero la mia richiesta di perdono, ma Buon dio se mi piace
questo santo così raggiungibile nel messaggio diffuso e mai
come oggi frainteso o poco inteso. Prega per poter guadagnare sempre
di più, si cerca di interpretarlo nel mondo d'oggi.
Oltretutto, Benedetto aveva una sorella dal nome stupendo, Scolastica.
Divenne suora e, come il fratello, fu fatta Santa.