SAN GIOVANNI ED IL SOLSTIZIO D'ESTATE
Le erbe magiche di San Giovanni
San Giovanni è
quindi un santo a cui venivano associati i festeggiamenti più
vari, per salutare e per prepararsi
all'inizio
di una nuova piacevole stagione. Nel periodo in cui cade la sua festa,
si credeva anche che nascessero delle piante speciali, in grado di dare
poteri magici a chi le raccogliesse.
Tra le piante di San Giovanni vi erano quelle adatte a risolvere questioni
amorose, per attirare l'attenzione dell'innamorata, per interrogare
il suo cuore a distanza, e piante in grado di svelare l'iniziale del
proprio futuro marito. Vi era anche l'usanza, per le ragazze, di gettare
un garofano a terra, e chi all'alba lo avesse calpestato avrebbe determinato
la famiglia di appartenenza del futuro sposo.
Ma c'erano anche le piante della
saggezza. Piante speciali e rarissime in grado di donare a chi le
avesse colte proprio nella notte del santo, chiaroveggenza e invisibilità!
In quel caso, chi fosse riuscito a reperire la magica pianta nel
bosco, dopo averla colta sarebbe stato inondato da una luce meravigliosa,
poi si sarebbe sentito chiamare dalla voce di un proprio caro, un
meccanismo attivato dal demonio per evitare di cedere il potere
magico della pianta. Solo chi fosse riuscito a resistere alla chiamata,
e non si fosse girato, avrebbe acquisito l'incredibile potere.
Le più ricercate erano però le piante della buona
salute, erbe in grado di donare forza e benessere a chi le avesse
assunte. Con alcune di queste veniva fatta un'acqua, che una volta
benedetta da un prete, sarebbe stata di buon augurio.
In Val Padana inoltre, con certe piante si
fa ancora un liquore, tipico di San Giovanni, detto nocino.
Anche la rugiada della mattina di San Giovanni era di buon auspicio
e veniva raccolta dalle giovani spose che volevano avere molti figli.
