LE MASCHERE ITALIANE Le maschere della commedia dell'arte
GIANDUIA
Rappresenta lo stereotipo del contadino finto tonto, gran mangiatore e bevitore. Il suo appellativo, Gianduia, deriva dall'espressione piemontese "Gioan d'la douja", che vuol dire Giovanni del boccale. Veste con una giacca marrone, un panciotto giallo, parrucca e calze rosse.
Gianduia è un personaggio popolare piemontese e la sua origine è attribuita al burattinaio G.B. Dsale, 1808. 
ARLECCHINO
(dal francese antico, Hellequin, nome di un diavolo buffone, nelle leggende medioevali francesi)
E' un servitore poverissimo, che non ha i soldi neppure per rattoppare il proprio vestito, con stoffe dello stesso colore! Affamato e infreddolito, Arlecchino, con la sua furbizia, cerca di sbarcare il lunario e di sfuggire alle prepotenze dei ricchi e dei più forti.
Spesso, nelle commedie è impegnato a truffare il vecchio padrone, ad aiutare i giovani amanti, a mettere in ridicolo i soldati.
La maschera di Arlecchino è caratterizzata da pezzi di stoffa multicolore, cuciti insieme.