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10 Ottobre 2009 amministratore

La vita quotidiana nell'Ottocento (XIX sec.)

L'ambiente domestico: L'Ottocento

Carrozza

Con la Rivoluzione Industriale, l'avvento delle automobili e del riscaldamento diffuso, le città cambiarono aspetto. In molti Paesi europei comparvero i marciapiedi, le strade furono definitivamente asfaltate ed ampliate. L'esempio più eclatante della nuova rivoluzione urbanistica venne sicuramente dalla Francia, in particolar modo da Parigi, stravolta dai boulevards.

Pianta di Parigi

Tra il 1850-1860, infatti, il prefetto di Parigi, George Eugéne Haussmann, autorizzato da un mandato imperiale firmato da Napoleone III, aprì una fitta rete di boulevards, ossia strade a largo scorrimento, che se per l'800 sembrarono eccessive, diedero a Parigi la libertà di movimento che ha ancora oggi.
Così Parigi, come altre città medievali, nello stesso momento, si trasformò in una metropoli moderna.

Ma i boulevards rappresentarono solo una parte di un più ampio progetto di urbanizzazione che toccò le grandi città europee. Mercati centrali, ponti, fogne, acqua corrente e una serie di palazzi dedicati alla cultura, cambiarono l'assetto dei centri urbani.

Interno casa

Se nel Settecento ci si riuniva principalmente in palazzi privati o per assistere a spettacoli esclusivi, la rivoluzione ottocentesca, con il passaggio della ricchezza dalle mani di pochi nobili, a quelle dei capaci industriali borghesi, portò alla necessità di nuovi spazi pubblici. Il progresso, la modernità e la richiesta di un maggior numero di abitazioni, in uno spazio sempre uguale, portarono la gente a ricevere meno in casa propria., ed i punti d'incontro si spostarono, quindi, dalla dimensione privata a quella pubblica: nei grandi teatri, nelle ampie strade, e nelle monumentali piazze.

Teatro La Scala

Le case ottocentesche apparirono quindi di dimensioni più ridotte, rispetto agli immensi palazzi del secolo precedente, sempre semi vuoti e freddi. Le città, con le loro industrie attirarono una popolazione sempre maggiore e varia.

Divenute anche centri di cultura, le metropoli raccolsero le compagnie teatrali, che smettendo di vagare di palazzo in palazzo, si stanziano in ambienti preposti. Fiorirono le arti; giovani pittori, poeti, musicisti, cercarono l'ispirazione, non più nello splendore della campagna, ma nell'angusto spazio urbano. Baudelaire cantò l'atmosfera grigia di Parigi, Wilde descrisse l'alta società londinese, Edith Warton gli incontri a teatro della Boston ottocentesca, e da noi, D'Annunzio fotografò l'atmosfera gioiosa e decadente della Roma di fine secolo.

 
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