La vita quotidiana durante il Rinascimento (XIV-XVI sec.)
cultura
10 Ottobre 2009 amministratore

La vita quotidiana durante il Rinascimento (XIV-XVI sec.)

La cura dei capelli e del corpo Le leggi del tempo ci informano su un uso maggiormente diffuso di vestiti e gioielli, i quali diventarono sempre più sfarzosi, e di una maggiore

La cura dei capelli e del corpo

Le leggi del tempo ci informano su un uso maggiormente diffuso di vestiti e gioielli, i quali diventarono sempre più sfarzosi, e di una maggiore cura nella toletta (Arredamento della toilette).

Il Parmigianino
"Madonna con la rosa"
Il Parmigianino
"Madonna dal collo lungo", particolare

L'ideale della donna si era evoluto nella società, e la bellezza femminile era divenuta un segno esteriore della "gentilezza" interiore. La bellezza era quindi garanzia di virtù morale e fonte di ispirazione dei poeti e degli artisti.

La pelle doveva essere rigorosamente bianca, i capelli biondi, le sopracciglia scure, labbra e guance rosee. Il collo e le mani dovevano essere lunghi e sottili, i piedi piccoli e la vita flessuosa. Come abbiamo visto, il seno, in contrasto con quanto appena elencato, doveva essere sodo e rotondo, e soprattutto bianchissimo. Nell'ideale di ogni Paese, il colore degli occhi era variabile, verde in Francia, marrone o nero in Italia.

Il Pisanello "Principessa estense"

Le arti cosmetiche, che fino al 1300 erano tramandate per lo più oralmente, di madre in figlia, grazie all'invenzione della stampa, nel XV secolo, furono raccolte in libri di "segreti" e ricette di bellezza.
Non sempre il trucco era accolto con entusiasmo, anzi molti criticavano le dame dicendo che i cosmetici alteravano "l'immagine di Dio", ma le signore continuavano a correggere i propri difetti o a migliorare la propria natura utilizzando diversi rimedi.
Le dame italiane si preoccupavano, più di altre, di schiarire i propri capelli, esponendoli al sole o lavandoli con succo di limone, e di ampliare la fronte depilandosi l'attaccatura dei capelli, con creme o pinzette.


Il Parmigianino "Galeazzo Sanvitale"
Il Parmigianino "Schiava turca"

Anche gli uomini però cedevano alla civetteria, tingendosi di scuro la barba.

Il candore della pelle, indice di stato agiato, opposto al colore abbronzato dei contadini, rimase un fondamento della moda per i tre secoli successivi, e veniva preservato riparandosi dai raggi del sole. Il bianco non doveva però essere completamente uniforme. Le guance dovevano essere rosate, come la punta delle orecchie, il mento ed i polpastrelli, che dovevano trasmettere un senso di benessere e attirare lo sguardo.

 

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