La vita quotidiana durante il Rinascimento (XIV-XVI sec.)
Le donne nella società: il Rinascimento
L'entrata nel mondo di una bambina, anche nel Rinascimento, non suscitava la gioia che accompagnava la nascita di un maschio. Se la conseguenza della nascita di un erede maschio comportava, a volte, anche il condono di debiti, o la concessione della grazia ai prigionieri, il tutto condito da festeggiamenti sfarzosi, una figlia regalava sempre una certa preoccupazione ai genitori. Una femmina, non solo non perpetuava il nome della famiglia, ma doveva essere allevata al riparo dalle tentazioni pericolose, e doveva essere accasata, con tutto il peso economico che questo significava.
Come abbiamo notato in precedenza, l'educazione femminile fu una
vera e propria innovazione di questo periodo, anche se la maggioranza
la riteneva ancora una cosa non necessaria, o addirittura dannosa!
Sin dall'infanzia le bimbe venivano sorvegliate, perché non
avessero troppi contatti con i servi o gli schiavi, persone poco
raccomandabili. Per evitare questo tipo di inconvenienti, erano
mandate in convento, dove potevano studiare e stare al riparo dalle
cattive compagnie, fino agli undici-dodici anni.
Uscite dal convento, le ragazze erano pronte ad imparare i loro
doveri di donne, per divenire delle perfette spose, sotto la guida
materna.
Innanzi tutto, dovevano avere una conformazione fisica adatta alla
procreazione di numerosi figli, ed essere sane, in modo da dare
al marito eredi forti e robusti. Oltre alle caratteristiche fisiche,
dovevano anche possedere delle precise qualità morali. La
perfetta sposa era: pulita negli abiti e nel corpo, discreta, modesta
e, soprattutto, onesta. Doveva rispettare ed ubbidire ai suoi parenti,
cosa che lasciava supporre che sarebbe stata fedele nel matrimonio;
doveva saper filare, cucire e accudire un'abitazione. Le caratteristiche
qui elencate, non dovevano essere tipiche solo della futura sposa,
ma anche di tutte le donne della sua famiglia, poiché si
riteneva che "quale la famiglia, tale la figlia!".
Gli anziani del futuro marito indagavano, quindi, sugli ascendenti
delle giovani pretendenti al matrimonio, inoltravano le ragazze
allo sposo, e questi sceglieva la sua consorte, non sulle basi di
un presunto amore, bensì vagliando i vantaggi di un'alleanza
con una famiglia, piuttosto che con un'altra.