La vita quotidiana durante il Rinascimento (XIV-XVI sec.)
I palazzi dei signori
I ricchi signori avevano iniziato, già dal secolo precedente,
ad investire le loro fortune nella costruzione di dimore sontuose, che
competessero con la grandiosità degli edifici pubblici (cattedrali
e palazzi comunali), costruiti nei secoli precedenti.
Le città italiane si riempirono dei maestosi palazzi, che ancora
oggi possiamo ammirare, e fu questo processo, promosso dall'affermazione
delle grandi famiglie italiane, a caretterizzare l'architettura del
Rinascimento.
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Firenze, Palazzo Guadagni
ideato da Simone del Pollaiolo, detto il Cronaca, nel 1502
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Alla costruzione dei palazzi nobiliari parteciparono i più grandi
architetti e scultori dell'epoca, a Firenze, come a Roma, Venezia o
Napoli. Tutte le città italiane, grandi o piccole, furono colte
da una sorta di "febbre dell'ostentazione", che passava attraverso
la costruzione di edifici sontuosi.
Chiaramente papi e cardinali non si dimostrarono da meno dei signori.
Così, spesso, i palazzi persero il loro scopo teorico, di fungere
da luoghi in cui si potesse radunare l'intera famiglia, e divennero
un simbolo del potere di un unico individuo, che viveva contornato dalla
sua corte.
L'arredamento
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L'arredamento delle case non seguì, almeno inizialmente,
il fasto degli edifici. Rimasto molto sobrio, non mutò molto
rispetto ai secoli precedenti (Comuni: le
abitazioni). La differenza di classe sociale si espresse più
nella quantità dei mobili, che nella loro varietà
o qualità.
Gli armadi erano pochi e, quando c'erano, servivano soprattutto
per riporvi le armi. La biancheria veniva ordinata nelle cassepanche,
che, tra i poveri, erano di legno grezzo, e tra i ricchi, di legno
pregiato, finemente lavorato.
Se i poveri possedevano, di solito, una tavola con dei trespoli,
da montare solo quando serviva, e di qualche sedia rudimentale,
spesso senza schienale, i ricchi godevano di solidi tavoli di legno
massiccio e sedie decorate ed ornate. I ricchi sfoggiavano, inoltre,
anche stoviglie d'argento e piatti di ceramica, di solito portati
in dote dalle spose.
Mentre i poveri dormivano su qualche pagliericcio, anch'esso rimosso quando non serviva, i ricchi dedicarono una o più stanze al riposo, dormendo in sontuosi letti dotati, a volte, anche di più materassi. In alcune case, comparirono anche dei lettini con delle rotelle, su cui i servitori riposavano, accanto al padrone o alla padrona, e che, di giorno, venivano riposti sotto al letto principale. Nelle camere da letto dei ricchi, inoltre, comparvero dei tavolini dedicati alla toilette, con dei cofanetti per i gioielli e vari oggetti di bellezza.
Un altro segno di distinzione di classe, erano le pitture ed i
tessuti, che ornavano le pareti. Non più solo quadri di madonne
posti a capo di ogni letto, ma anche quadri ed affreschi commissionati
ai più grandi artisti dell'epoca.
Se nell'epoca precedente (Comuni: le abitazioni),
i muri erano oranti con alcune stoffe solo nelle occasioni importanti,
il fasto rinascimentale impose che meravigliosi tessuti, italiani
o provenienti dalla Fiandra, adornassero permanentemente le pareti
dei ricchi signori, degli alti dignitari della chiesa o delle cortigiane
più rinomate.