La vita quotidiana durante il Rinascimento (XIV-XVI sec.)
cultura
10 Ottobre 2009 amministratore

La vita quotidiana durante il Rinascimento (XIV-XVI sec.)

I palazzi dei signori I ricchi signori avevano iniziato, già dal secolo precedente, ad investire le loro fortune nella costruzione di dimore sontuose, che competessero

I palazzi dei signori

I ricchi signori avevano iniziato, già dal secolo precedente, ad investire le loro fortune nella costruzione di dimore sontuose, che competessero con la grandiosità degli edifici pubblici (cattedrali e palazzi comunali), costruiti nei secoli precedenti.
Le città italiane si riempirono dei maestosi palazzi, che ancora oggi possiamo ammirare, e fu questo processo, promosso dall'affermazione delle grandi famiglie italiane, a caretterizzare l'architettura del Rinascimento.

Firenze, Palazzo Guadagni ideato da Simone del Pollaiolo, detto il Cronaca, nel 1502

Alla costruzione dei palazzi nobiliari parteciparono i più grandi architetti e scultori dell'epoca, a Firenze, come a Roma, Venezia o Napoli. Tutte le città italiane, grandi o piccole, furono colte da una sorta di "febbre dell'ostentazione", che passava attraverso la costruzione di edifici sontuosi.
Chiaramente papi e cardinali non si dimostrarono da meno dei signori. Così, spesso, i palazzi persero il loro scopo teorico, di fungere da luoghi in cui si potesse radunare l'intera famiglia, e divennero un simbolo del potere di un unico individuo, che viveva contornato dalla sua corte.



L'arredamento



 

L'arredamento delle case non seguì, almeno inizialmente, il fasto degli edifici. Rimasto molto sobrio, non mutò molto rispetto ai secoli precedenti (Comuni: le abitazioni). La differenza di classe sociale si espresse più nella quantità dei mobili, che nella loro varietà o qualità.
Gli armadi erano pochi e, quando c'erano, servivano soprattutto per riporvi le armi. La biancheria veniva ordinata nelle cassepanche, che, tra i poveri, erano di legno grezzo, e tra i ricchi, di legno pregiato, finemente lavorato.
Se i poveri possedevano, di solito, una tavola con dei trespoli, da montare solo quando serviva, e di qualche sedia rudimentale, spesso senza schienale, i ricchi godevano di solidi tavoli di legno massiccio e sedie decorate ed ornate. I ricchi sfoggiavano, inoltre, anche stoviglie d'argento e piatti di ceramica, di solito portati in dote dalle spose.

 

 

Mentre i poveri dormivano su qualche pagliericcio, anch'esso rimosso quando non serviva, i ricchi dedicarono una o più stanze al riposo, dormendo in sontuosi letti dotati, a volte, anche di più materassi. In alcune case, comparirono anche dei lettini con delle rotelle, su cui i servitori riposavano, accanto al padrone o alla padrona, e che, di giorno, venivano riposti sotto al letto principale. Nelle camere da letto dei ricchi, inoltre, comparvero dei tavolini dedicati alla toilette, con dei cofanetti per i gioielli e vari oggetti di bellezza.

Un altro segno di distinzione di classe, erano le pitture ed i tessuti, che ornavano le pareti. Non più solo quadri di madonne posti a capo di ogni letto, ma anche quadri ed affreschi commissionati ai più grandi artisti dell'epoca.
Se nell'epoca precedente (Comuni: le abitazioni), i muri erano oranti con alcune stoffe solo nelle occasioni importanti, il fasto rinascimentale impose che meravigliosi tessuti, italiani o provenienti dalla Fiandra, adornassero permanentemente le pareti dei ricchi signori, degli alti dignitari della chiesa o delle cortigiane più rinomate.

 

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