cultura
10 Ottobre 2009 amministratore

La vita quotidiana al tempo dei Comuni (XI-XIII sec.)

Il lavoro femminile

Mestiere di panni lana et drapperia

Poiché la famiglia era l'unità economica fondamentale, anche le donne avevano la loro parte nella produzione. In città, nelle aziende familiari di artigiani non vi era una vera e propria divisione del lavoro in base ai sessi, né le attività prettamente femminili, come la tessitura e la lavorazione delle stoffe, erano appannaggio esclusivo delle donne.

 

 

Dell'arte dei vaiai e pellicciai

Era comunque presente una suddivisione per "campi di competenza". Le donne erano addette alle mansioni considerate "interne": cura della casa, del cortile, del giardino, dei bambini, del bestiame e dell'alimentazione. Alcune donne però, erano addette anche ai lavori di "riproduzione", ossia si occupavano della messa al mondo dei bambini.

 

 

Dell'arte di porta Santa Maria e Orafi

Sempre in città, alcune donne riuscivano inoltre ad iniziare piccole attività commerciali come merciaie o bottegaie, pur restando comunque sottomesse ai "privilegi di sesso" dei loro mariti. A volte, però, alcune venivano impiegate in aziende esterne alla loro famiglia.

La prostituzione era largamente diffusa. Vi erano sia le cosiddette "donne segrete", le quali esercitavano la loro professione in specifiche case di prostitute, che le prostituite occasionali. Se le prime erano taglieggiate dai propri protettori, le seconde conducevano una vita assai pericolosa.
Infatti, le ragazze che non potevano permettersi un matrimonio, per mancanza di dote, spesso lavoravano come serve, e dovevano sottostare ai desideri del padrone, ma ancora più spesso divenivano oggetto di abusi sessuali collettivi. Alcune fonti si riferiscono alle donne nubili, come a "libera selvaggina" che poteva essere "cacciata" da chiunque volesse, anche in gruppo, ed anche all'interno della propria dimora. La prostituzione protetta era quindi una soluzione alternativa al matrimonio, in certi casi, meno terribile del nubilato. Questo avveniva perché si voleva che contrarre un matrimonio, anche se indesiderato, fosse ritenuto più vantaggioso che non sposarsi.
Le prostitute, che desideravano abbandonare la professione, inoltre, difficilmente riuscivano ad reintegrarsi nella società, sia per mancanza di mezzi, che per pregiudizi comuni. Queste ragazze, trovavano così, spesso accoglienza nei conventi, oppure prestavano la loro forza fisica alla manovalanza nei campi.

 
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