cultura
10 Ottobre 2009 amministratore

La vita quotidiana al tempo dei Comuni (XI-XIII sec.)

Le case borghesi e i palazzi

Torre Donati a Firenze

Le case dei borghesi, degli artigiani erano poco più grandi di quelle dei poveri, e prevedevano due stanze: la cucina e la camera "nobile". Queste case, dette torri, si erigevano spesso su due piani. Bisogna infatti considerare che le città del tardo medioevo erano fortificate, e che con l'aumento della popolazione e la nuova necessità di case, era necessario costruire il maggior numero possibile di abitazioni, in uno spazio sempre uguale.
La cucina era quindi posizionata al piano superiore, e la camera nobile, in cui si ricevevano gli ospiti, a quello inferiore. La cucina era rudimentale, aveva, come per le case dei poveri, un fuoco acceso al centro, il cui fumo si disperdeva attraverso il soffitto, in cui spesso era praticato un buco, privo di caminetto e canna fumaria. Nella cucina c'era poi una vasca con dell'acqua, portata con i secchi, poiché a quel tempo non esisteva l'acqua corrente, oltre ad un vero e proprio armadio per gli utensili, e ad una finestra da cui, oltre ad uscire il fumo, entrava il freddo. L'apertura, che fungeva da finestra, era infatti priva di vetri, ma a volte poteva essere fornita di scuri per permettere la chiusura durante la notte.
La camera principale era quadrata o rettangolare, ed era la stanza in cui si dormiva e si mangiava nelle grandi occasioni. Il pavimento, in queste case, era di legno o di pietre, ed il soffitto, formato da travi incrociate, formava dei cassoni. I muri, che per lungo tempo erano stati nudi, pian piano si ricoprono di affreschi e stoffe, appese con chiodi.

I ricchi vivevano in case costituite da tre stanze, cucina, camera da letto e sala per i ricevimenti, che era detta sala "prima" o sala "madornale". Dato il freddo, pian piano si diffuse l'usanza di costruire un caminetto in ogni stanza, costume che si concretizzò definitivamente nel XVI secolo.
Il mobilio delle case ricche era più vario. Si trovavano spesso stoviglie di ceramica, e bicchieri e posate in argento. In alcune case, inoltre, era in uso la tovaglia, che, nelle grandi occasioni, veniva estesa su un tavolo massiccio di quercia. Le sedie avevano lo schienale ed anche le cassapanche.

Palazzo dell'Arte della Lana a Firenze

I palazzi del tardo medioevo occupavano in genere un'intera strada e nei piani inferiori vi erano dei vani, che venivano affittati ai negozianti ed ai bottegai. Il primo piano era quello detto "nobile". Tramite una scala esterna, si accedeva alla sala di rappresentanza, che occupava in lunghezza tutta la facciata sulla strada, la quale si poteva ammirare dalle piccole fessure nella pietra, che fungevano da finestre.

Sullo stesso piano, vi erano le camere da letto, anch'esse dotate di poche aperture, con inferriate. Le camere della servitù e le soffitte, erano poste al secondo piano, che aveva un soffitto più basso e piccole aperture.
Il mobilio era simile a quello delle case dei ricchi, con l'aggiunta di arazzi alle pareti. Sia i nobili, che i ricchi dormivano, inoltre, su dei veri e propri letti, dotati di materassi di crine e lenzuola con coperte e piumini. Il telaio era di legno e poggiato su delle cassepanche. Tutti i letti avevano il baldacchino che era chiuso da tende. Le testate inoltre erano spesso di stoffe pregiate. Nelle camere da letto dei palazzi vi erano anche dei mobili per il trucco, con specchi e pettini in avorio lavorato.
Tutte le case ricche possedevano inoltre una loggia: una stanza, a volte separata dal palazzo, in cui si eseguivano feste private o pubbliche, come battesimi, matrimoni o ricevimenti di ospiti illustri.

 
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