La vita quotidiana al tempo dei Comuni (XI-XIII sec.)
Le case borghesi e i palazzi
|
Torre Donati a Firenze
|
Le case dei borghesi, degli artigiani erano poco più grandi
di quelle dei poveri, e prevedevano due stanze: la cucina e la camera
"nobile". Queste case, dette torri, si erigevano spesso su
due piani. Bisogna infatti considerare che le città del tardo
medioevo erano fortificate, e che con l'aumento della popolazione e
la nuova necessità di case, era necessario costruire il maggior
numero possibile di abitazioni, in uno spazio sempre uguale.
La cucina era quindi posizionata al piano superiore, e la camera nobile,
in cui si ricevevano gli ospiti, a quello inferiore. La cucina era rudimentale,
aveva, come per le case dei poveri, un fuoco acceso al centro, il cui
fumo si disperdeva attraverso il soffitto, in cui spesso era praticato
un buco, privo di caminetto e canna fumaria. Nella cucina c'era poi
una vasca con dell'acqua, portata con i secchi, poiché a quel
tempo non esisteva l'acqua corrente, oltre ad un vero e proprio armadio
per gli utensili, e ad una finestra da cui, oltre ad uscire il fumo,
entrava il freddo. L'apertura, che fungeva da finestra, era infatti
priva di vetri, ma a volte poteva essere fornita di scuri per permettere
la chiusura durante la notte.
La camera principale era quadrata o rettangolare, ed era la stanza in
cui si dormiva e si mangiava nelle grandi occasioni. Il pavimento, in
queste case, era di legno o di pietre, ed il soffitto, formato da travi
incrociate, formava dei cassoni. I muri, che per lungo tempo erano stati
nudi, pian piano si ricoprono di affreschi e stoffe, appese con chiodi.
I ricchi vivevano in case costituite da tre stanze, cucina, camera
da letto e sala per i ricevimenti, che era detta sala "prima"
o sala "madornale". Dato il freddo, pian piano si diffuse
l'usanza di costruire un caminetto in ogni stanza, costume che si concretizzò
definitivamente nel XVI secolo.
Il mobilio delle case ricche era più vario. Si trovavano spesso
stoviglie di ceramica, e bicchieri e posate in argento. In alcune case,
inoltre, era in uso la tovaglia, che, nelle grandi occasioni, veniva
estesa su un tavolo massiccio di quercia. Le sedie avevano lo schienale
ed anche le cassapanche.
|
Palazzo dell'Arte
della Lana a Firenze
|
I palazzi del tardo medioevo occupavano in genere un'intera strada
e nei piani inferiori vi erano dei vani, che venivano affittati ai negozianti
ed ai bottegai. Il primo piano era quello detto "nobile".
Tramite una scala esterna, si accedeva alla sala di rappresentanza,
che occupava in lunghezza tutta la facciata sulla strada, la quale si
poteva ammirare dalle piccole fessure nella pietra, che fungevano da
finestre.
Sullo stesso piano, vi erano le camere da letto, anch'esse dotate di
poche aperture, con inferriate. Le camere della servitù e le
soffitte, erano poste al secondo piano, che aveva un soffitto più
basso e piccole aperture.
Il mobilio era simile a quello delle case dei ricchi, con l'aggiunta
di arazzi alle pareti. Sia i nobili, che i ricchi dormivano, inoltre,
su dei veri e propri letti, dotati di materassi di crine e lenzuola
con coperte e piumini. Il telaio era di legno e poggiato su delle cassepanche.
Tutti i letti avevano il baldacchino
che era chiuso da tende. Le testate inoltre erano spesso di stoffe pregiate.
Nelle camere da letto dei palazzi vi erano anche dei mobili per il trucco,
con specchi e pettini in avorio lavorato.
Tutte le case ricche possedevano inoltre una loggia: una stanza, a volte
separata dal palazzo, in cui si eseguivano feste private o pubbliche,
come battesimi, matrimoni o ricevimenti di ospiti illustri.