Le donne pastore - La vita quotidiana nella preistoria
Queste nostre lontane antenate erano delle donne alte, snelle ed agili. Percorrevano 30-40 Km al giorno, portando sulle spalle il proprio figlio e pochi oggetti: amuleti, arnesi di lavoro, pellame.
La vita che conducevano era più comoda e soddisfacente di quanto si possa pensare.
Complessivamente impiegavano tre ore del loro tempo per procurarsi il cibo, cucinare e lavorare le pelli. Il resto della giornata era dedicato al riposo, irrinunciabile, al gioco ed alle cerimonie religiose, spesso eseguite proprio da loro.
L'attività della raccolta consentiva loro di accumulare riserve di cibo per due o tre giorni. Il tempo a disposizione delle donne preistoriche era considerevole e permetteva loro di dedicarsi a molteplici interessi legati in modo viscerale alla realtà che le circondava.
L'attività della raccolta, infatti, riservava alle donne un rapporto preferenziale con la natura. Esse conoscevano più degli uomini le dinamiche della vita, la sua evoluzione, ed i suoi segreti. Le donne gestivano i rapporti della comunità con la natura, secondo le loro necessità e bisogni.
Dalla raccolta sono derivate una serie di conoscenze superiori, che hanno contribuito all'evoluzione della specie umana, come la scoperta dell'agricoltura.
Essendo la raccolta l'attività più importante del gruppo, la tecnologia primitiva si è sviluppata soprattutto in corrispondenza delle esigenze delle donne raccoglitrici, più di quanto sia avvenuto per la caccia.
Diversi scavi archeologici hanno rilevato, che tra gli arnesi più antichi, quelli relativi alla raccolta sono i più numerosi ed i più elaborati.
Dalle piante, le donne primitive hanno ricavato il lino ed il cotone, realizzando manufatti pregiati e d'altissima qualità artistica. Dalle piante hanno ricavato i colori della natura, per decorare sé stesse, utensili e vestiti. Dalle piante hanno ricavato medicine per curare i loro mali.
E' stato affermato che le donne provvedevano alla sopravvivenza della comunità anche attraverso la caccia di piccoli roditori. Costruendo trappole, piccole armi ed usando l'astuzia, le donne primitive sono entrate in contatto anche con il mondo animale. Questo ha portato le donne a servirsi di piccoli animali, ai quali spesso si sono anche affezionate. Inizialmente le tribù primitive tenevano presso di sé degli animali per diletto; i cosiddetti "animali domestici" , che non erano finalizzati ad alcuno scopo, né alimentare, né lavorativo.
In modo quindi casuale e involontario, le donne hanno creato i presupposti per l'allevamento, che si affermerà successivamente, nel neolitico.