IL BOOM ECONOMICO DEGLI ANNI '60
La contestazione studentesca ed il femminismo
Come abbiamo visto in campo internazionale, gli Anni '60 furono anche
gli anni in cui esplose la protesta giovanile contro "la società del
benessere".

I giovani,
nati alla fine della guerra, si rivoltarono proprio all'ideale della
società consumistica che si stava formando, in tutti i Paesi del
mondo occidentale, esprimendo il loro rifiuto delle convenzioni
e della logica imperialista
degli Stati Uniti. Il movimento, che era nato negli Stati Uniti
in risposta alla guerra del Vietnam ed alla segregazione razziale
delle minoranze etniche, si qualificò, anche in Europa (ed in Giappone),
nella creazione di una 'cultura alternativa' a quella dominante,
caratterizzata inizialmente dai principi della non-violenza, della
religiosità orientale (buddismo ed induismo) e della libertà di
espressione, nella musica, nell'amore e nel consumo di droghe leggere.
Movimento culturale che, si è poi evoluto in forma più politicizzata,
sviluppando un proprio pensiero politico specifico.
Con i centri di origine situati nelle università, divenute luogo d'incontro di un ceto studentesco più ampio e socialmente più articolato, rispetto all'élite del passato, il movimento esplose in una serie di rivolte, la cui espressione più forte fu la guerriglia urbana scoppiata a Parigi nel maggio del '68, in cui le forze di polizia si opposero copiose agli studenti francesi, cui si unirono anche i sindacati ed i partiti di sinistra.
La generale ondata di contestazione lasciò segni permanenti nella mentalità comune e nella cosiddetta società "borghese", investendo anche la questione femminile. Se, già dal Secondo Dopoguerra, le donne avevano iniziato a rivendicare il loro diritto al lavoro ed a richiedere un trattamento egalitario del loro operato. Con gli Anni '60, si sviluppò una nuova ondata di Femminismo. Questo movimento mise in discussione tutti i modelli culturali incentrati su ideali "maschilisti", esaltando i valori legati alla donna, concepita come essere totalmente indipendente dal "maschio", e fondando nuovi luoghi di aggregazione femminile, denominati "collettivi femministi", in cui si rivendicava il riconoscimento dei diritti fondamentali ed una nuova posizione della donna nella famiglia, nella politica, nel lavoro.

Una donna protesta per dare un salario alle casalinghe