cultura
10 Ottobre 2009 amministratore

LA TERZA GUERRA DI INDIPENDENZA (1866)

La Questione Romana
Le polemiche del dopoguerra provocarono delusione e malcontento, di cui approfittarono i sostenitori del Partito d'Azione, che voleva risolvere la Questione Romana con la forza.
Nel 1867 i volontari si scontrarono con le truppe pontificie a Villa Glori. Nello scontro morirono i fratelli Cairoli. Nel frattempo Garibaldi, sconfinando nel Lazio, occupava Monterotondo, ma i Francesi intervennero a difesa di Roma, sconfiggendo le giubbe rosse a Mentana.
I rapporti tra Italia e Francia si incrinano.
Napoleone III ritirò i suoi presidi da Roma solo dopo il conflitto franco-prussiano (1870), che lo vide perdente. La caduta dell'Impero francese, inoltre, liberava gli Italiani dagli accordi presi con Napoleone III. L'intenzione di occupare Roma non suscitava più alcuna reazione in Europa.
Nel settembre 1870, Vittorio Emanuele II inviava una lettera al papa con intenzioni pacifiche; al rifiuto del pontefice seguiva l'invasione delle truppe italiane all'interno dei confini pontifici e, dopo un breve scontro, il generale Cadorna entrava a Roma attraverso la Breccia di Porta Pia (20 settembre 1870).
Un mese dopo un plebiscito suggellava l'unione di Roma e lo Stato Pontificio, all'Italia. Il papa si ritirava in Vaticano. Nel 1871 il Parlamento approvava la Legge delle Guarentigie, che rappresentavano delle garanzie da parte dello Stato al papa, il quale le rifiutò con ostilità.

 
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