cultura
10 Ottobre 2009 amministratore

PREISTORIA E CIVILTA' PREROMANE

Etruschi
Gli Etruschi erano un popolo dell'Italia antica affermatosi, nell'area corrispondente alla Toscana e al Lazio settentrionale, a partire dal sec. VIII a. C.. Sulla loro origine e provenienza non ci sono notizie sicure. Secondo una tradizione sarebbero emigrati in Toscana dall'Asia Minore (Lidia); secondo altra tradizione vi sarebbero invece arrivati dal nord; secondo una terza tradizione sarebbero invece autoctoni. Probabilmente c'è del vero in ognuna nel senso che dall'Asia Minore si effettuò un'immigrazione in Toscana di gruppi isolati, apportatori di una civiltà evoluta, attratti dalle ricche miniere della regione. Questo spiegherebbe l'improvviso esplodere della civiltà etrusca tra il sec. VIII e il VII a. C., e le molte affinità che si rilevano nei costumi, nella lingua, nell'arte e nella religione con le civiltà del Mediterraneo orientale e dell'Egeo. Una grande differenza tuttavia è presente nei rapporti col mondo femminile data la sua centralità nella organizzazione sociale etrusca. In Toscana tali gruppi si sovrapposero agli abitanti precedenti, che, conoscitori del ferro, vi erano giunti dal nord, o dall'opposta sponda adriatica, all'alba del 1000 ca. a. C.. Quindi gli Etruschi possono essere risultati dalla fusione di tre componenti etniche, quella orientale, quella nordica, quella autoctona, cioè costituirono un popolo del tutto nuovo. Un popolo che però non arrivò mai a formare un'unità politica compatta, che non agì mai come nazione. Era invece costituito da numerose città tra le quali importanti, in Toscana, Cere, Tarquini, Vulci, al centro Chiusi, Cortona, Arezzo, Perugia, Ruselle, Vetulonia, Populonia, a nord Pisa, Fiesole, Volterra, governate prima da re, poi da oligarchie. Tali città si raggruppavano talora in confederazioni di tipo religioso. Divenute col tempo ricche per i prodotti delle terre circostanti, coltivate specialmente a frumento e con fiorenti allevamenti di bestiame, e grazie alle miniere e ai traffici, riuscirono ad affermarsi rapidamente, creando grande prosperità dappertutto Tra il sec. VII e il V a. C. gli Etruschi condizionarono:
- a nord l'espansione nella valle Padana, dove si affermarono specialmente le città di Felsina (Bologna) e Marzabotto, collegate, verso l'Adriatico, con Spina, mediatrice degli influssi del mondo greco, e propizianti da nord il ricco commercio dell'ambra e dello stagno;
- A Sud la supremazia nel Lazio e la forte presenza in Campania;
- Sul mare i contrasti con Cartaginesi e Greci.

Anche se Roma non fu mai di dominio etrusco, tutta via la dinastia dei Tarquini, re di provenienza etrusca, riflette il prestigio e l'importanza delle città etrusche meridionali., con tante tracce incancellabili lasciate nella religione, negli usi, istituti, edifici di Roma. Il massimo di prosperità e di espansione fu raggiunto dagli Etruschi verso la metà del sec. VI, tanto che, nel 535 a.C. , alleati dei Cartaginesi, sconfissero, i Focesi di Marsiglia, potentissimi sul mare. Il loro declino cominciò invece sul finire del secolo. Prima fu Roma a liberarsi dalla loro supremazia con la cacciata, nel 509, dei Tarquini; poi se ne liberarono i Latini, che, sostenuti da Aristodemo di Cuma, ad Aricia, nel 506, li sconfissero in battaglia. Gli avamposti degli Etruschi in Campania rimasero così isolati e si indebolirono dopo la sconfitta navale che essi subirono a Cuma nel 474, andando del tutto perduti nel 423 con la conquista di Capua da parte dei Sanniti. Al nord la discesa dei Galli travolse i centri etruschi della Valle Padana all'inizio del sec. V. Nel 396 Roma conquistava Veio estendendo la sua influenza su tutta l'Etruria meridionale. Per più di due secoli gli Etruschi., su iniziativa dell'una e dell'altra città, ostacolarono l'ulteriore espansione romana. Nel 295, coalizzati con gli Umbri, i Galli e i Sanniti, furono sconfitti dai Romani in una grande battaglia a Sentino: nel giro di qualche decennio furono completamente assoggettati da Roma che li incluse, mediante trattati particolari, nella serie dei suoi alleati nella penisola, finché non concesse loro la cittadinanza romana con la guerra sociale del 90 a. C.. Nonostante la perdita dell'autonomia politica, gli Etruschi continuarono però a esercitare anche in seguito una grande influenza in Italia, sul piano culturale, religioso, artistico. Roma, che sotto Augusto aveva fatto dell'Etruria la settima regione d'Italia, assorbì molto da essi nelle istituzioni, nei modi di vita, nella lingua, nei gusti, ma anche l'amore per il lusso, i banchetti, le danze, la musica.
La religione degli Etruschi era certamente di tipo politeistico, però di gran parte degli dei si conosce soltanto il nome, e spesso non si sa neppure se si tratti effettivamente di nomi divini.

 
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