PREISTORIA E CIVILTA' PREROMANE
Nel periodo Neolitico, l'uomo non è più soltanto cacciatore, ma anche
pastore, cioè possiede animali domestici. Inoltre comincia ad apprendere
l'agricoltura e la macinatura dei grani. Non vive più solo in grotte,
ma in capanne, che si raggruppano in villaggi.
Le armi diventano più raffinate e viene imparata l'arte del lavorare
l'argilla in vasi. I morti, inoltre, sono spesso sepolti in tombe allo
scoperto, formando delle necropoli.
Tra l'età della pietra e l'età dei metalli c'è una fase di trapasso:
il periodo Eneolitico, cioè del rame e della pietra. I villaggi vengono
costruiti entro i laghi a poca distanza dalla costa (palafitte). Il
commercio si diffonde e avvengono scambi frequenti con villaggi vicini.
Sorge poi una nuova fase, quella del Bronzo. La differenziazione tra
i nuclei civili diventa più netta, anche per i tipi di abitazione e
per i riti funebri. Nell'Italia settentrionale, specialmente in Veneto
e in Lombardia, rimane il sistema delle palafitte, che vengono costruite
anche all'asciutto. Il villaggio è circondato da un argine e da una
fossa, con due strade principali, che si incrociano nel centro. Lo spazio
rivolto ad oriente è lasciato libero, per consentire le adunate e le
cerimonie religiose. Gli abitanti di questi villaggi erano guerrieri
e agricoltori, conoscevano l'allevamento e la filatura. Essi non seppellivano
i loro morti ma li bruciavano, conservandone le ceneri nelle urne. Distinta
da queste, è la civiltà di Sardegna : coi suoi edifici, i nuraghi; la
civiltà delle Puglie con le tipiche grandi tombe di pietra, dette dolmen.