LE REPUBBLICHE MARINARE (VI-X sec.)
cultura
10 Ottobre 2009 amministratore

LE REPUBBLICHE MARINARE (VI-X sec.)

Venezia Venezia fu la più importante delle repubbliche marinare. Le sue origini risalgono ai secoli V e VI, quando, per sfuggire alle invasioni dei barbari (Goti, Unni, Ostrogoti, Longobardi), gli abitanti

Venezia
Venezia fu la più importante delle repubbliche marinare. Le sue origini risalgono ai secoli V e VI, quando, per sfuggire alle invasioni dei barbari (Goti, Unni, Ostrogoti, Longobardi), gli abitanti romani di Aquilia, e di altre città del Veneto, cercarono rifugio nelle isole della laguna (Grado, Caorle, Torcello, Malamocco, Chioggia, Rivalto). Essa fu dapprima soggetta al dominio bizantino, ma verso la fine del secolo VIII, venuta meno l'autorità bizantina sulla laguna per l'invasione longobarda, divenne autonoma.
A capo dello Stato era il Doge, eletto a vita (primo doge fu, secondo la tradizione, Paoluccio Analesto, 697); ma, per impedire che il suo potere si trasformasse in assoluto, i più alti affari dello Stato venivano deliberati dall'assemblea del popolo, detta arengo o concione.
Più tardi l'aristocrazia veneziana (che, a differenza dell'aristocrazia feudale, era formata dalle famiglie maggiormente arricchite con i traffici) riuscì ad assumere il potere politico, dando origine a un governo oligarchico. Nel 1172 l'arengo fu sostituito dal Maggior Consiglio, composto di 480 consiglieri; più tardi si introdusse il Minor Consiglio o Senato, composto da pregàdi, cosiddetti perché pregati dal Doge di dare il loro parere. Nel 1297 ebbe luogo la famosa Serrata del Maggior Consiglio, con cui si limitava il diritto di far parte del Maggior Consiglio solo a quelle famiglie che ne avevano fatto parte negli ultimi quattro anni.
In tal modo l'aristocrazia veneziana, già preponderante nel governo, assicurava a sé e ai suoi successori la somma dei poteri, trasformando la repubblica in una oligarchia.
Naturalmente ciò non poté avvenire senza provocare forti reazioni da parte degli esclusi (congiura di Baiamonte Tiepolo del 1310; congiura del doge Marin Faliero del 1355). Tuttavia queste congiure andarono fallite, e fornirono l'occasione per istituire il famoso Consiglio dei Dieci, coi relativi tre Inquisitori, che dovevano ricercare i colpevoli di delitti contro lo Stato (1310).

Espansione e conquiste
Venezia, per la sua posizione sull'Adriatico, che la rendeva tappa naturale del commercio fra l'oriente e l'Occidente, fu dapprima contesa tra i Franchi e i Bizantini; in seguito, resi vani tutti i tentativi a causa degli ostacoli naturali della laguna, iniziò autonomamente la sua espansione nell'Adriatico.
Verso la fine del secolo X, con il doge Pietro Orseolo II, Venezia si impadronì delle coste dell'Istria e della Dalmazia, abbandonate dai Bizantini. E verso la metà del secolo XI, alleata con gli stessi Bizantini, combatté contro i Normanni di Roberto il Guiscardo, che si erano insediati nel basso Adriatico minacciando la penisola balcanica, e pur senza ottenere una vittoria decisiva, ricevette la città di Durazzo e privilegi nel porto di Costantinopoli.
Lo sviluppo della potenza veneziana venne favorito anche dalle Crociate, particolarmente dalla quarta (1204), che si concluse con la conquista dell'Impero bizantino e la fondazione dell'Impero latino d'Oriente.
In quella occasione Venezia si impadronì anche delle isole e dei porti dell'Egeo e dello ionio, ottenne per le sue merci l'esenzione dai dazi in tutti i paesi dell'Impero, e il suo doge prese il titolo di Signore di un quarto dell'Impero romano. La quarta Crociata rese in tal modo Venezia padrona di tutto il Mediterraneo orientale, consolidando la sua supremazia commerciale in oriente e la sua grandezza politica ed economica fino a tutto il secolo XVI.
Nella seconda metà del secolo XIII, avendo i Genovesi, recato aiuto ai Bizantini per la conquista dell'Impero latino d'Oriente, e ottenuto in compenso importanti privilegi in Asia Minore e nel mar Nero, si trovarono di fronte la rivale Venezia. Le due repubbliche si combatterono aspramente per quasi due secoli in parecchie battaglie navali, tra cui nel 1298, quella presso l'isola di Curzola, in cui l'armata veneziana di Andrea Dandolo fu distrutta da quella genovese di Lamba Doria. Tuttavia nel Trecento, in seguito alla guerra di Chioggia, Venezia riuscì a far riconoscere a Genova la propria supremazia.

 

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