LE REPUBBLICHE MARINARE (VI-X sec.)
Genova
Anche Genova, come Pisa, aveva fatto parte del Regno italico, sotto
il governo dei marchesi Obertenghi; ma verso la fine del secolo X acquistò
autonomia politica.
A capo dello Stato fu dapprima il vescovo, poi i Consoli, ed infine
il Doge, eletto a vita (primo doge fu Simon Boccanegra, 1339); ma il
protagonista del governo fu sempre la Compagna, una grande associazione
di mercanti e di marinai, che amministrava i beni del Comune e promuoveva
ogni genere di iniziativa. Genova si alleò con Pisa contro i Musulmani,
ma, entrata in conflitto con la sua ex-alleata, rimase unica padrona
del Tirreno e del Mediterraneo occidentale.
Anch'essa si avvantaggiò notevolmente dalle Crociate; e nella seconda
metà del secolo XIII, in contrasto con la potenza veneziana in Oriente,
ottenne importanti privilegi in Asia Minore e il libero commercio nel
mar Nero. Tuttavia la rivalità con Venezia segnò la fine della potenza
genovese: le due repubbliche si combatterono aspramente per quasi due
secoli in parecchie battaglie navali, tra cui più notevole, sulla fine
del Duecento, quella presso l'isola di Curzola (1298), in cui l'ammiraglio
genovese Lambi Doria riuscì a distruggere l'armata veneziana di Andrea
Dandolo e a fare un gran numero di prigionieri, tra i quali il famoso
viaggiatore Marco Polo.
Ma nel Trecento, in seguito alla famosa guerra di Chioggia, Genova,
esaurita dal lungo sforzo, fu costretta a riconoscere la supremazia
veneziana.