cultura
10 Ottobre 2009 amministratore

LE REPUBBLICHE MARINARE (VI-X sec.)

Genova
Anche Genova, come Pisa, aveva fatto parte del Regno italico, sotto il governo dei marchesi Obertenghi; ma verso la fine del secolo X acquistò autonomia politica.
A capo dello Stato fu dapprima il vescovo, poi i Consoli, ed infine il Doge, eletto a vita (primo doge fu Simon Boccanegra, 1339); ma il protagonista del governo fu sempre la Compagna, una grande associazione di mercanti e di marinai, che amministrava i beni del Comune e promuoveva ogni genere di iniziativa. Genova si alleò con Pisa contro i Musulmani, ma, entrata in conflitto con la sua ex-alleata, rimase unica padrona del Tirreno e del Mediterraneo occidentale.
Anch'essa si avvantaggiò notevolmente dalle Crociate; e nella seconda metà del secolo XIII, in contrasto con la potenza veneziana in Oriente, ottenne importanti privilegi in Asia Minore e il libero commercio nel mar Nero. Tuttavia la rivalità con Venezia segnò la fine della potenza genovese: le due repubbliche si combatterono aspramente per quasi due secoli in parecchie battaglie navali, tra cui più notevole, sulla fine del Duecento, quella presso l'isola di Curzola (1298), in cui l'ammiraglio genovese Lambi Doria riuscì a distruggere l'armata veneziana di Andrea Dandolo e a fare un gran numero di prigionieri, tra i quali il famoso viaggiatore Marco Polo. Ma nel Trecento, in seguito alla famosa guerra di Chioggia, Genova, esaurita dal lungo sforzo, fu costretta a riconoscere la supremazia veneziana.

 
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