La Meditazione del Plenilunio secondo la saggezza orientale
Il mondo dell’anima e quello dell’umanità sono connessi da un tenue e delicato filo di comunicazione. Ogni mese, nel periodo del plenilunio, i Maestri intensificano i Loro sforzi, e ovunque uomini e donne vengono preparati all’Iniziazione, quanto più rapidamente possibile e senza pericolo.
Il periodo del plenilunio, quindi, è quello in cui è favorito il rapporto con il Maestro. Il Maestro, che non si occupa dei discepoli singolarmente, cerca il contatto con il gruppo durante il periodo del plenilunio, ovvero nel corso dei cinque - sei giorni che comprendono il periodo prima, durante e dopo il plenilunio. In questo periodo, il Maestro “pensa” al gruppo.
Il Maestro Tibetano, in particolare, ha preso l’impegno di dedicare le dodici ore precedenti ogni plenilunio ai contatti con i discepoli, in modo che i servitori di ogni parte del mondo possano raggiungerlo in quel periodo; egli ha precisato, in proposito, che ha scelto questo periodo di dodici ore perché fosse più agevole, per i discepoli, contattarlo, anche se è sempre possibile, comunque, “in silenzio, e interiormente, elevare cuore e occhi all’Eterno”, in quel momento (Il Discepolato nella Nuova Era, 30).
Per arrivare preparati al periodo del Plenilunio, occorre pensare tutti i giorni ai giorni del mese a questo momento, e organizzarsi secondo i ritmi scanditi da questo. In particolare:
- i giorni immediatamente precedenti dovrebbero essere di introspezione e preparazione, in quell’atteggiamento interiore di raccoglimento equilibrato, che stabilirà la giusta base per trasferire l’attenzione dal lavoro oggettivo al lavoro soggettivo
- il giorno del plenilunio dovrebbe essere dedicato all’opportunità di sintonizzarsi con i condiscepoli
- i giorni successivi dovrebbero essere utilizzati per assimilare ciò che è stato recepito a livello dell’anima e a renderlo oggettivo nella coscienza.
“Fate uno sforzo ben preciso, durante questi due giorni, per elevare un po’ di più la vostra coscienza in ciascuno dei tre momenti spirituali di ogni giorni: alla meditazione del mattino, al raccoglimento di mezzogiorno e all’ora di contatto al tramonto”. (Il Discepolato nella Nuova Era, vol. 2, 26)
Quello che il Maestro Tibetano chiama “l’approccio del plenilunio” implica l’uso dell’immaginazione creativa e della facoltà di visualizzare, collegati all’aumento della vibrazione magnetica del terzo occhio, e quindi del corpo pituitario. Durante la meditazione del plenilunio si stabilisce un campo magnetico in cui confluiscono correnti e energie mosse dal centro della testa e dalla ghiandola pineale; tali forze vengono ricevute e utilizzate nei processi di meditazione seguiti da tutto il gruppo (Il Discepolato nella Nuova Era, vol. 1, 664).
Le leggi operanti nelle meditazioni del Plenilunio sono la Legge dell’Impulso magnetico, che regola il rapporto dell’anima di un gruppo con quella di altri gruppi e il rapporto dell’anima umana con quella dei regni superiori e inferiori. Quando la maggior parte dell’umanità comincerà a comprendere cosa significhi vivere come anima, l’umanità trasmetterà luce, energia e potenza spirituale ai regni subumani e sarà un canale di comunicazione tra “ciò che è sopra e ciò che è sotto”.
Come la Legge di Attrazione, che opera sul piano fisico, li ha uniti quali uomini impegnati in un solo sforzo d’insieme, allo stesso modo la Legge di Impulso Magnetico comincia ad agire su di loro quando, come gruppo, si costituiscono come canali di servizio, nel totale oblio di sé.
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