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10 Ottobre 2009 amministratore

La divinità lunare dei popoli mediterranei

Numerosi furono i nomi con cui la Luna venne chiamata dalle popolazioni che si affacciavano sul Mediterraneo. I Cartaginesi la chiamavano Tanit e la raffiguravano con una immagine femminile stilizzata tra gruppi di stelle. Nell'antichissimo Egitto aveva un doppio nome, Hator- Tefnut: nel primo caso (Luna piena) era una seducente fanciulla, nel secondo (Luna nuova) un leone. Dal nome con cui la chiamavano i Sumeri e poi i Fenici, Ishtar, si è passati al termine siriano Ashtart e poi a quello dei nomadi Arabi, Sin, che la adoravano sul monte che da lei prende nome, Sinai.

In molte culture primitive si ritrova il rapporto luna-pioggia-donna, con evidenti legami alla fertilita' femminile e dei campi, idea questa che rimarra' anche in civilta' successive, come dimostra la rappresentazione della Luna nera di Efeso, (statua esposta nei musei capitolini), i cui numerosi seni simboleggiano proprio la fertilita' della Luna. L'antica tradizione orale ebraica, invece, racconta di un donna amata da Adamo prima di Eva, il cui nome, Lilith, deriva sia da antiche divinità mesopotamiche che dalla radice del termine "notte". Gli Assiri, infatti, la rappresentavano circondata da animali notturni con l'appellativo di Luna nera.

 
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