attualita
10 Ottobre 2009 amministratore

Teresa Cordopatri dei Capece Finalista 1998


E’ una donna che lotta contro il potere mafioso. I suoi millecinquecento ulivi della pianura di Gioia Tauro, in provincia di Reggio Calabria, ereditati dalla famiglia sono stati tenuti sotto sequestro dalla mafia per trent’anni.
Un periodo caratterizzato da violenze, minacce, attentati, che trovano il loro epilogo il 10 luglio 1991, quando il fratello di Teresa Cordopatri, Carlo Antonio, è brutalmente assassinato da un killer della mafia. A quel punto la lotta per la libertà, per l'affermazione del principio di legalità e contro l'indifferenza dello Stato, diventa l'unica ragione di vita di Teresa, che denuncia gli assassini.
Oggi la sua vita si divide fra la campagna e i tribunali. Il cammino della giustizia è faticoso "a volte offende ulteriormente - scrive - chi è già stato offeso per tanto tempo dalla violenza e dai soprusi della mafia.
Sono una donna sola, impoverita dalla mafia, privata violentemente dell'unico affetto che sarebbe stato di conforto alla mia vecchiaia. Oggi sono una donna che ha dovuto privarsi degli oggetti personali più cari per sostenere il costo della giustizia nei tribunali".

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