Teresa Cordopatri dei Capece Finalista 1998
E’ una donna che lotta contro il potere mafioso. I
suoi millecinquecento ulivi della pianura di Gioia
Tauro, in provincia di Reggio Calabria, ereditati dalla
famiglia sono stati tenuti sotto sequestro dalla mafia
per trent’anni.
Un periodo caratterizzato da violenze, minacce, attentati,
che trovano il loro epilogo il 10 luglio 1991,
quando il fratello di Teresa Cordopatri, Carlo Antonio,
è brutalmente assassinato da un killer della mafia. A
quel punto la lotta per la libertà, per l'affermazione
del principio di legalità e contro l'indifferenza dello
Stato, diventa l'unica ragione di vita di Teresa, che
denuncia gli assassini.
Oggi la sua vita si divide fra la campagna e i tribunali.
Il cammino della giustizia è faticoso "a volte offende
ulteriormente - scrive - chi è già stato offeso per
tanto tempo dalla violenza e dai soprusi della mafia.
Sono una donna sola, impoverita dalla mafia, privata
violentemente dell'unico affetto che sarebbe stato di
conforto alla mia vecchiaia. Oggi sono una donna che
ha dovuto privarsi degli oggetti personali più cari per
sostenere il costo della giustizia nei tribunali".
Indietro