Leyla Zana
“Donna dell’Anno 1998”
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Leyla Zana
“Donna dell’Anno 1998”
Leyla Zana
“Donna dell’Anno 1998”
Sabato 10 Ottobre 2009
Leyla Zana nasce in Turchia nel 1961 in un villaggio
nei pressi di Diyarbakir, capitale virtuale
del Kurdistan. Appartiene al popolo di etnia curda, al
quale è negata la possibilità di esistere.
Nel 1991, nelle file dell’Hep (partito del popolo) poi
confluito nel partito democratico Dep (entrambi, in
tempi diversi, sciolti dalla Corte Costituzionale turca)
è eletta prima e unica deputata curda al Parlamento
turco.
Il suo caso scoppia nel 1994, quando, rientrata ad
Ankara da un viaggio in Europa e negli Stati Uniti per
sostenere la causa curda, è - con gli altri componenti
la delegazione - privata dell’immunità e arrestata nell’aula
del Parlamento.
Il 3 agosto dello stesso anno inizia il processo che la
vede accusata di “separatismo”. La condanna a
morte è evitata grazie alle pressioni internazionali,
ma le viene comminata la pena di 15 anni di carcere.
Da allora Leyla, divenuta il simbolo della lotta democratica
e pacifica per la libertà del popolo curdo, è in
carcere. Non può vedere né telefonare al marito e ai
figli, le delegazioni che tentano di farle visita sono
immancabilmente respinte.
Nel 1995 il Parlamento europeo le attribuisce il
Premio Sakharov per la libertà di opinione, nel 1996
Amnesty International lancia una campagna in suo
nome e nel 1997 il Tribunale per i Diritti Umani del
Parlamento europeo condanna la Turchia per gravi
violazioni nei confronti della Zana e degli altri parlamentari.
Nel 2003 il processo è stato riaperto perché la Corte
Europea dei Diritti Umani ha considerato ”non equo”
il primo procedimento.
Il 9 giugno 2004 Leyla Zana e gli altri tre imputati,
Hatip Dicle, Selim Sadak e Orhan Dogan, dopo dieci
anni di carcere sono stati liberati su sentenza della
Cassazione turca.
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