30 Gennaio 2006 North Country Il semplice inizio di un percorso che cambia la vita
E' in uscita in questi giorni sugli schermi cinematografici un film che testimonia ancora una volta la distanza che ci separa dall'integrazione competa della donna sul posto di lavoro. Il film si intitola North Country. Qando Josey Aimes (il premio Oscar Charlize Theron) prende posizione contro la compagnia mineraria in cui lavora, “non sta cercando di diventare una leader o di fare una dichiarazione di intenti”, dice la regista Niki Caro, che ha suscitato interesse in tutto il mondo con “La ragazza delle balene” (Whale Rider) nel 2002. “Voglio solo quello che ogni genitore vuole, offrire una vita decente alla propria famiglia”.
La sua protesta inizia come un fatto personale, “Non si rende conto che sta per lanciarsi nella battaglia della sua vita”.
Josey Aimes è la madre single di due figli. Appena separata e senza un altro posto dove andare, torna a casa dei genitori (il premio Oscar Sissy Spaceck e Richard Jenkins di “Six Feet Under”) che l’accolgono con emozioni contrastanti. Legati alle tradizioni e preoccupati della loro reputazione in quella piccola comunità, pensano che debba riconciliarsi con il marito, ma per Josey, questa volta, non c’è ritorno.
Decisa a rendersi autonoma il più rapidamente possibile, Josey scopre che il mercato del lavoro offre poche possibilità, ma poi incontra una vecchia amica, Glory Dodge (il premio Oscar Frances McDormand), che le fa balenare una possibilità che non aveva preso in considerazione, la miniera della zona.
Glory è una delle poche donne della miniera e l’unica rappresentante sindacale di sesso femminile, da quando il suo compagno Kyle (Sean Bean di “Il Signore degli anelli”) si è infortunato sul lavoro ed è costretto all’inattività, e le fa un quadro chiaro della situazione. E’ un lavoro fisicamente pesante, le lascerà i muscoli doloranti. L’impianto è sudicio e umido, il pozzo può essere pericoloso e l’aria densa di fuliggine, ma il peggio non è questo. I lavoratori sono quasi tutti uomini e non sono esattamente cordiali.
Anche se molti sono brave persone e quasi tutti hanno la gentilezza di tenere per sé le proprie opinioni, ci sono alcuni che colgono ogni occasione per ricordare che le donne lì non sono le benvenute, aggiungendo una sfilza di insulti, insinuazioni, battute volgari e scherzi che spesso superano il confine tra umorismo da caserma e molestie sessuali. “La miniera è una zona franca per loro”, dice Caro, “dove pensano di poter dire e fare cose che non direbbero o farebbero normalmente. Pensano che le donne abbiano invaso il loro territorio. Vorrebbero che se ne andassero”.
Dovrà essere forte, l’avverte Glory. Far finta di niente. Tenere la bocca chiusa e occuparsi dei propri affari. Quello che conta è il salario, dice. Nessun altro lavoro in città viene pagato come quello in miniera. Con quei soldi Josey potrebbe addirittura pensare di comprarsi una casa.
Josey firma il contratto, malgrado i timori della madre e l’opposizione del padre. Anche lui ha fatto il minatore per tutta la vita e si è sempre opposto all’inserimento delle donne e quindi prende la decisione della figlia come un’offesa personale e non le rivolge più la parola. E’ solo il primo assaggio di quello che l’aspetta.
Anche se era stata avvisata, Josey rimane sorpresa dal livello di tensione nella miniera. Ancora più imbarazzante è la scoperta che una delle persone che più la offende è un suo vecchio compagno di scuola, Bobby Sharp (Jeremy Renner, “S.W.A.T.” e “Dahmer”) ora supervisore dei turni e uno dei suoi capi. Ma non ha tempo di preoccuparsi per Bobby, ci sono altri problemi più immediati, ad esempio spiacevoli sorprese nel suo armadietto o nel suo portapranzo.
“La storia analizza quell’area grigia dell’interazione maschio/femmina e la gradualità tra innocuo e offensivo”, dice Caro, sottolineando che “North Country” è un racconto di fantasia, ma che si è ispirato a esperienze reali. “Non è tutto o bianco o nero, o prudentemente politicamente corretto. Quello che succede a Josey e alle sue colleghe ha un effetto cumulativo e “North Country” lo esamina da varie angolazioni. Non è semplice. Ci sono atti e reazioni che sono parte della natura umana. Un uomo dice una battuta volgare, una donna risponde per le rime, si tratta di un’affermazione esplicita o di qualcosa di fisico… a che punto ferisce? Dov’è il limite?”
Quando Josey sente che il limite è stato oltrepassato, entra in azione. Inizia con il suo supervisore e poi via via risale tutta la linea gerarchica fino al presidente della compagnia, esprimendo le sue preoccupazioni, ma viene sempre ignorata, trattata con condiscendenza o invitata a licenziarsi. Ma il problema è che lei non vuole licenziarsi. Vuole lavorare.
Nel frattempo deve subire anche l’ostilità inaspettata delle sue colleghe di lavoro, donne che lei sta cercando di aiutare e sulle quali contava. Sotto molti aspetti Josey è ancora un’estranea e fatica a capire che queste donne, Glory, le sue amiche e perfino la nuova arrivata Sherry (Michelle Monaghan di “Mr. e Mrs. Smith”), si sono adattate alla situazione, ognuna per le proprie ragioni, e hanno accettato le difficoltà in cambio di quella buona paga che sono decise a tenersi stretta.
Più Josey protesta, più le molestie diventano pesanti e personali.
Con il passare del tempo anche la sua amicizia con Gloria subisce delle ripercussioni, esattamente come il rapporto dei figli con i compagni di scuola e dei genitori nella cerchia delle loro amicizie.
Forse l’esperienza più sgradevole per Josey non è il trattamento che riceve in miniera, ma quando scopre che le sue colleghe, cui ha chiesto aiuto, le voltano le spalle, dice Caro. “Non è una storia in cui tutti gli uomini sono cattivi e tutte le donne buone, perché non è così, non sarebbe un buon servizio alla complessità delle relazioni umane. Ci sono situazioni in cui sia gli uomini che le donne si comportano in modo sgradevole e altre in cui mostrano grande compassione. Questo è uno dei motivi per cui ho trovato il progetto così interessante e onesto”.
Scelta per il ruolo di Josey Aimes, che alla fine diventa il parafulmine della paura, della rabbia, dell’incertezza e della speranza di tanta gente, Charlize Theron vede il conflitto soprattutto come una questione di sopravvivenza. “Josey entra in un mondo in cui la tensione è già alta e dove la forza lavoro esistente, quasi tutti uomini, si sente minacciata dall’arrivo delle donne. Quando è in gioco la sopravvivenza, ognuno fa quello che deve fare, compresa Josey”.
Riferendosi a una delle prime scene con Josey e Glory, che si svolge dopo la prima difficile settimana di lavoro, Theron nota che “il mio personaggio assapora per la prima volta la vera indipendenza e la soddisfazione di avere uno stipendio. Finalmente si sente viva e farà di tutto per continuare a sentirsi così”.
In parte per la storia personale di Josey, che scopriremo nel corso del film, Caro suggerisce che “si inizia a capire perché per lei sia così importante lottare in questa situazione e non esista l’opzione di sopportare come scelgono di fare le altre donne”.
Il crescente impegno di Josey nel farsi ascoltare trova un alleato inaspettato in Bill White (il candidato all’Oscar Woody Harrelson) un avvocato appena tornato in città dopo un’esperienza professionale e personale negativa a New York. Sapendo che Josey ha poche speranze di vittoria, White decide di intentare una causa collettiva per molestie sessuali, il problema è coinvolgere altre donne.
La struttura movimentata della sceneggiatura di Michael Seitzman mostra come, spiega Caro, “le cose che sono successe in passato, in particolare in una piccola comunità come questa, riemergono inevitabilmente”. Seitzman dice: “L’aula di tribunale è il motore della storia, ci permette di conoscere la vita di Josey e capire come gli avvenimenti del suo passato non abbiano influenzato solo la sua storia, ma anche quella delle persone che le sono più vicine”.
“North Country” non solo offre uno spaccato della vita all’interno della miniera e delle battaglie personali sostenute da alcuni lavoratori contro la direzione e contro altri lavoratori, ma analizza anche le relazioni tra Josey Aimes e gli abitanti della piccola comunità, mostrando cosa li sostiene e cosa li tiene uniti.
“Le dinamiche dei personaggi sono al centro della storia”, dice Caro, citando alcuni dei conflitti che scoppiano sullo sfondo della miniera. “Il difficile rapporto di Josey con il padre; l’iniziale rancore del padre verso la figlia che poi si trasforma in comprensione del suo punto di vista; le difficoltà di Josey in quanto madre single, in particolare con il figlio adolescente che sconta a scuola le conseguenze della sua azione legale; l’amicizia di Josey con le altre donne e la loro crescente opposizione alla sua decisione di fare causa; e l’intenso rapporto tra Josey e Bobby Sharp. C’è grande tensione tra loro”.
“Le considero due storie che si intrecciano”, afferma Seitzman. “Una è su una donna che lavora in una miniera dove gli uomini non la vogliono. L’altra è su una donna che arriva a patti con il proprio passato e come questo coinvolga la sua famiglia e il suo futuro”.
Dato l’impatto di queste due storie e la loro complessità, il produttore Nick Wechsler è stato molto attento alla scelta del regista e ha voluto Caro fin dall’inizio “per la sua abilità nell’affrontare storie complesse dal punto di vista emozionale senza essere melodrammatica. Il suo tono è sempre fresco e naturale”.
Wechsler, che annovera nella sua carriera alcuni dei film più provocatori e interessanti degli ultimi 15 anni (“Requiem For a Dream”, “Quills”, “Eve’s Bayou”, “I protagonisti”, “Sacrificio fatale”, “Drugstore Cowboy”, “Sesso, bugie e videotape” e il recente “Fierce People”, presentato al Tribeca Film Festival), dice che “uno degli aspetti che mi avevano maggiormente colpito della regista di “La ragazza delle balene” era stato il suo esplorare una cultura indigena che non le apparteneva con vera empatia, mentre il suo primo film, “Memory and Desire” si immergeva in una cultura famigliare e raccontava una intricata e tragica storia d’amore. Quando ho incontrato Niki la prima volta, lei si è subito innamorata di “North Country”.
“Quello che incoraggia della storia”, conclude Caro, “è l’istinto di Josey e il suo coraggio nello sfidare la miniera anche se nessuno la supporta”.
Fonte: WARNER BROS. PICTURES ITALIA