I VALORI ETICI NELL’ ECONOMIA DI MERCATO
economia
10 Ottobre 2009 amministratore

I VALORI ETICI NELL’ ECONOMIA DI MERCATO

A livello sociale e ambientale lo sviluppo dell’economia mondiale oltre alle innovazioni e trasformazioni ha portato con se diverse contraddizioni: lo sviluppo galoppante dell’economia di mercato contrapposto

A livello sociale e ambientale lo sviluppo dell’economia mondiale oltre alle innovazioni e trasformazioni ha portato con se diverse contraddizioni: lo sviluppo galoppante dell’economia di mercato contrapposto alla povertà di metà della popolazione globale; L’economia sempre più tendente al globale contrapposta ai localismi nazionali della politica; il grande degrado ambientale del pianeta contrapposto alle grandi potenzialità di salvaguardia delle nuove tecnologie. In questo quadro globale, in risposta a tali contraddizioni si colloca il crescente sviluppo dell’Ecologia. Essa non considera più l’ambiente come un bene gratuito, ma viceversa propone di fissare un prezzo per il suo utilizzo e sfruttamento. Ecologia, consumo ecologico e management verde utilizzano lo strumento dell’Ecobilancio attraverso il quale misurano l’impatto ecologico di un prodotto in base all’utilizzo di materie prime e alla loro trasformazione e produzione, alll’imballaggio, alla distribuzione, alle condizioni di utilizzo e alle modalità di smaltimento dopo l’uso. Il movimento Ecologico dunque pone le sue basi ideologiche sulla supremazia dei bisogni collettivi su quelli individuali e contrasta fortemente lo sviluppo selvaggio e non consapevole del capitalismo che non considera le conseguenze del suo operato. L’Ecologia spinge le imprese a concentrarsi sull’obiettivo di eco-efficienza, ovvero ad incrementare la quantità di prodotto per unità di risorsa naturale. Oltre all’ambiente questo obiettivo risulta positivo anche per quanto riguarda i profitti creando così situazioni di reciproco vantaggio sia sul piano economico che su quello ambientale.
Questo movimento ha effettivamente avuto le sue ripercussioni all’interno dell’impresa aumentando la consapevolezza e sensibilità ambientale di queste ultime spingendole ad adottare un tipo di management responsabile. Per lo sviluppo l’impresa pone un ambiente sano e prospero come presupposto fondamentale con la consapevolezza che un danneggiamento ambientale e sociale non costituisce una solida base di sviluppo ma costituisce bensì rischi fisici e rischi di esplosione sociale, senza contare lo stato di pressione fiscale che esso comporterebbe. Si stà sviluppando l’idea che anzichè pagare più imposte la società civile deve risvegliarsi e impiegare le sue competenze puntando sulle sue capacità e potenzialità. Il non rispetto dei principi etici da parte dell’impresa comporta costi psicologici, personali, organizzativi ed esterni. Anche la domanda dei consumatori si orienta sempre di più verso un consumo critico richiedendo dunque una responsabilità civile e ambientale da parte delle imprese. Dunque “farsi del bene facendolo” è una strategia che si adatta ai principi del capitalismo poiché di fatto consiste nell‘assecondare una domanda che parte dal mercato da parte dei consumatori etici, e che dunque genererebbe anche profitto da parte dell’impresa. In questo senso il capitalismo risulta come un potente strumento di integrazione sociale e ambientale.

 

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