DONNE E LAVORO
EUROPA E TELELAVORO
L'Unione Europea ha affrontato
il problema della disoccupazione, rivolgendosi anche alle nuove tecnologie
multimediali, favorendo l'avvio del telelavoro.
Già da tempo, la commissione europea aveva preso in considerazione
le potenzialità, offerte da questo nuovo strumento informatico,
come misura per contribuire a ridurre il numero dei disoccupati nei
Paesi dell'Unione europea. Nel '93, il libro bianco, "Crescita
competitività e occupazione" poneva il telelavoro primo
tra le dieci iniziative proposte dalla Commissione, circa l'applicazione
sperimentale delle nuove tecnologie informatiche. Si fece anche una
previsione un po' avveniristica: il telelavoro avrebbe creato dieci
milioni di posti di lavoro, entro l'anno 2000.
La concorrenza dei Paesi extraeuropei si svolge anche su questo campo,
in cui nell'Unione europea, molti Paesi devono fare dei progressi. E'
necessario, quindi, che vengano promosse delle iniziative comunitarie,
per favorire un uso più generalizzato e produttivo delle nuove
tecnologie, per non essere sopraffatti sui mercati mondiali da Paesi
più all'avanguardia.
In questa prospettiva, dunque, l'azione dell'UE si svolge su due piani:
da un lato, quello della diffusione degli strumenti informatici in tutti
i settori della vita dei cittadini europei, dall'altro, quello della
formazione di una nuova classe dirigente.
Per accelerare il processo di diffusione di questo nuovo strumento multimediale,
applicato al mondo del lavoro, il Parlamento europeo ed il Consiglio
dei ministri dei Paesi dell'UE hanno istituito un fondo di ottomila
miliardi. Un finanziamento consistente, per il Quinto programma quadro
di ricerca della Commissione, previsto per l'anno 1999-2000.
Sono riservati 1094, miliardi per i nuovi metodi di lavoro e commercio
elettronico, attinenti al programma "Tecnologie per la società
dell'informazione". Il progetto si rivolge alle industrie, alle
università, agli istituti di istruzione, agli organismi di ricerca
e alle piccole e medie imprese.
E', inoltre, previsto che parte dei finanziamenti (del Fondo sociale
europeo, in questo caso) vengano destinati alla formazione, affinché
possano essere sfruttate pienamente le risorse delle nuove tecnologie,
attraverso la creazione di una giovane classe dirigente "tecnologica".
I programmi, che si occupano del settore sono due: Adapt e Occupazione.
Adapt si riferisce all'adattamento della forza lavoro ai mutamenti industriali.
Occupazione è un iniziativa comunitaria,
che si rivolge ai gruppi di lavoratori svantaggiati, o ai lavoratori,
che presentano delle esigenze particolari: donne (now), giovani (Youthstart),
portatori di handicap (Horizon), persone svantaggiate (Integra).