DONNE E LAVORO
Uno degli ostacoli, che maggiormente le donne hanno
incontrato ed incontrano al momento di entrare nel mondo del lavoro,
è quello relativo alla difficoltà di conciliare responsabilità
familiari e domestiche, con l'attività professionale, a prescindere
dalla preparazione culturale e dalla situazione occupazionale.
In Italia, questo problema è vivo più che mai, in quanto
la maternità è sostenuta da misure sociali carenti, che
non tengono in considerazione la figura di madre-lavoratrice.
Le donne italiane, in particolare, devono spesso, ma non sempre, fare
la dolorosa scelta, spesso obbligata, tra lavoro e famiglia.
L'introduzione del telelavoro consentirebbe alle donne una "riconciliazione"
da tempo desiderata, tra le proprie aspirazioni professionali e quelle
familiari. Sia che si tratti di una condizione temporanea, legata, ad
esempio, al tempo di maternità ed allattamento, sia che si tratti
della condizione di lavoro vera e propria, destinata a protrarsi nel
tempo.
In Italia, ancora non esiste una normativa vigente
sul telelavoro.
Questo ritardo è la causa principale, per cui non sono state
ancora avviate delle attività lavorative, che consentano ai lavoratori
di svolgere le proprie mansioni da casa ( telelavoro domiciliare).
Tuttavia, il dibattito è in atto già da qualche anno,
e sono proliferate attività illecite, che hanno ingannato categorie,
che non dispongono di un'elevata mobilità.
Uno spiraglio sembra apparire all'orizzonte.
Lunedì 17 gennaio, si è tenuta a Roma, la Tavola Rotonda
su: "Teledidattica e lavoro in rete: una sfida per tutti",
che inaugurato il telecentro di formazione, realizzato dall'Ente nazionale
di previdenza e assistenza per i consulenti del lavoro (Empacl).
Nel corso della tavola rotonda, Michele De Luca, relatore al Senato,
ha illustrato il disegno di legge unificato sulla regolamentazione del
telelavoro.