I percorsi in montagna
Monte Velino (3) – Riserva Naturale dei Monti della Duchessa – Da Massa d’Albe
La salita al Velino da Massa d’Albe è la più diretta ma – di conseguenza – anche la più impegnativa: si tratta di 1500 mt di dislivello che si svolgono in pendenza continua, senza un momento di pausa se non le diagonali che si può scegliere di fare per stemperare la salita.
Da Massa d’Albe salgono al Velino almeno 3 percorsi, più un quarto che però si consiglia prevalentemente per la discesa. Per la discesa si consiglia infatti di utilizzare il c.d “canalone”, ossia quell’evidente canale che scende centralmente dal Velino (centralmente guardando da Massa d’Albe). Questo canale è molto divertente da percorrere anche con gli sci.
I percorsi di salita sono: la cresta che delimita il canalone alla sua sinistra; la cresta che lo delimita sulla destra; oppure il c.d. “canalino”, ossia quel netto intaglio che separa il Velino sula sinistra dal monte Cafornia sulla destra.
Arrivando in macchina si imbocca la strada sterrata che si incontra subito dopo aver superato la chiesa di Massa d’Albe (o Corona, i due paesetti sono ormai uno unico): si tralascia una diramazione sulla sinistra, e si parcheggia quando la strada diventa non più praticabile.
Da qui si prosegue a piedi sempre sulla sterrata, che inizialmente punta ad allontanarsi dal Velino (il Velino lo si vede a nord, e la strada punta a est). Superata un abbeveratoio, il percorso svolta decisamente a sinistra, e punta quindi verso la base del Velino. Questa è l’unica parte riposante del percorso, per il resto si affronteranno decise salite.
Si attraversa una zona di rimboschimento piuttosto desolante, dopodiché si prende a salire decisamente. Qui si può o puntare verso l’imbocco del canalino che si vede chiaramente dritti di fronte a sé, oppure più a sinistra verso il canalone. Prendendo per il canalino si può o proseguire dritto seguendo per intero la via del canalino, oppure salire verso sinistra poco dopo l’imbocco, e giungere così sulla cresta destra del canalone. Queste due vie si raccordano poi in alto. Il canalino è un po’ più impegnativo in quanto a metà percorso occorre “indovinare” il punto che consente di salire sulla cresta (che si trova sulla sinistra del percorso). La parte finale del percorso è estremamente suggestiva in quanto aerea: si percorre infatti una sottile cresta che conduce direttamente alla croce sommitale. Questo percorso è particolarmente consigliabile in inverno (con neve dura e assestata) in quanto il biancore della neve rende ancora più selvaggio il paesaggio.
Seguendo invece la via che porta all’imbocco del canalone, si supera prima un saltino di roccia che obbliga a usare anche le mani, quindi (dopo un altro tratto in ripida salita) ci si sposta verso sinistra. Per arrivare sulla cresta occorre prenderla “alle spalle”. Questo tratto di percorso è particolarmente ripido, e quindi è entusiasmante soprattutto in inverno, quando i ramponi mordono la neve dura.
Per la discesa si consiglia di passare per il canalone, che si raggiunge scendendo dapprima lungo il suo bordo destro (faccia a valle). Eventualmente si può scegliere di puntare al rifugio Capanna di Sevice, ma in tal caso occorre tenere presente che al termine del percorso ci si troverà a Santa Maria in Valle Porclaneta, molto distanti dal punto di partenza, ossia Massa d’Albe. In questo caso può convenire scegliere di pernottare alla capanna (molto spartana, custodita in estate), e realizzare così un mini trekking.
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