L'attrezzatura e il materiale dell'arrampicata sportiva
Il Freno nell’arrampicata sportiva
L’argomento “freni” è vasto, nel senso che esistono i più diversi tipi di freno. Cominciamo con l’esporre la teoria del freno, ossia a cosa serve questo strumento.
Per “freno” si intende il dispositivo che collega la corda dell’arrampicatore a colui che gli fa da sicura. Come è facilmente intuibile, questo collegamento non può essere fisso – non si può cioè trattare di un nodo – in quanto la corda deve poter scorrere nel dispositivo man mano che l’arrampicatore avanza, allontanandosi dall’assicuratore. Compito del “freno” è appunto quello di frenare lo scorrimento della corda in caso di caduta dell’arrampicatore.
Esistono due tipologie di freno:
gli autobloccanti;
i freni propriamente detti.
Autobloccanti
I freni autobloccanti sono dei dispositivi che – come il nome lascia intuire – si bloccano automaticamente anche senza intervento dell’assicuratore.
L’autobloccante più diffuso è probabilmente il Gri-Gri, della francese Petzl, riprodotto in figura. Per il corretto utilizzo del Gri-Gri occorre riferirsi al manuale fornito in dotazione.
Gli autobloccanti offrono un certo grado di sicurezza in più rispetto ai freni ordinari, in quanto svolgono la loro funzione anche in caso di inesperienza o panico: infatti entrano in funzione anche se l’assicuratore dovesse togliere le mani del dispositivo.
La “sicurezza intrinseca” degli autobloccanti può però diventare anche un punto di debolezza: infatti messi in mani inesperte gli autobloccanti forniscono una sensazione di falsa sicurezza, e in situazione di emergenza è possibile che l’inesperto agisca in maniera da impedire l’attivazione della funzione frenante e bloccante. È questo proprio il caso del Gri-Gri: è frequente osservare in falesia persone che bloccano con la mano il dispositivo frenante, al fine di agevolare lo scorrimento della corda man mano che l’arrampicatore sale; è facile intuire che, in caso di caduta, se non si è pronti a togliere quella mano il Gri-Gri non potrà entrare in funzione.
Per prevenire questa eventualità gli arrampicatori hanno ideato semplici quanto ingegnose procedure di utilizzo. Nel caso di Gri-Gri questa procedura consiste nel ruotare il dispositivo, tenendolo in posizione orizzontale anziché nella sua naturale posizione verticale. Con questa orientazione è ammesso tenere una mano a bloccare la funzione frenante: infatti in caso di caduta dell’arrampicatore lo strattone della corda farà girare il Gri-Gri in posizione verticale, strappandolo di mano all’assicuratore, per cui – finalmente libero – il Gri-Gri potrà svolgere la sua funzione frenante.
Va ricordato che queste considerazioni di sicurezza valgono quando l’arrampicatore sta salendo “da primo”: infatti è con la salita da primo che l’assicuratore deve “dare corda”; viceversa, nel caso di arrampicatore che salga da secondo, l’assicuratore deve “recuperare corda”, per cui non avrà bisogno di mettere una mano a bloccare la funzione frenante, per cui non si configura alcun rischio.
Freni propriamente detti
In falesia l’utilizzo del Gri-Gri è molto diffuso. In ambiente alpinistico (“terreno d’avventura”) è invece completamente bandito, a causa delle sue controindicazioni. Al suo posto si utilizzano i freni propriamente detti. Va detto che tali dispositivi frenanti sono anche di fattura più semplice e quindi necessariamente più economici: per questo il loro utilizzo è molto diffuso anche in falesia. (In fondo, perché spendere di più per avere lo stesso risultato?)
La caratteristica del freno è appunto quella di “frenare” lo scorrimento della corda in caso di caduta: appunto, “frenare”, e non “bloccare”. Il blocco si attiva solo con l’intervento dell’assicuratore. È quindi chiaro che l’assicuratore deve essere sufficientemente preparato e non farsi prendere dal panico: se in caso di caduta dovesse togliere le mani dal dispositivo, la corda scorrerebbe fino alla fine, rallentando – sì – un poco la caduta ma non impedendo all’arrampicatore di arrivare fino a terra, con ovvie conseguenze.
Ma la ragione per cui in ambiente alpinistico si preferisce il freno all’autobloccante è ben precisa, e molto più incisiva di quella puramente economica. Proprio per il fatto di non avere una funzione autobloccante, il freno non sottopone la corda a strappi: gli strappi dovuti a una lungo volo sono pericolosi, sia per ogni elemento della catena di assicurazione (sicure infisse in parete che potrebbero cedere, moschettoni, imbrago) sia per l’arrampicatore stesso, che può risultare violentemente strattonato. Il freno invece interviene in maniera più graduale, e quindi la decelerazione è minore.
Tutto questo – come già detto – riguarda l’arrampicata su terreno d’avventura, e quindi non deve impensierire l’arrampicatore da falesia, che può continuare tranquillamente a usare il BVGG (buon vecchio gri-gri).
Infine citiamo un freno che non richiede alcuno strumento: il mezzo barcaiolo. È possibile ottenere un effetto frizione sulla corda utilizzando il nodo noto come “mezzo barcaiolo”. Questo nodo ha il difetto di attorcigliare la corda, e per questo motivo è praticamente inutilizzato in falesia. Ogni buon arrampicatore è però tenuto a conoscerlo, saperlo eseguire, saperlo usare, in quanto in situazioni di emergenza può sempre tornare utile (ad esempio, quando in salita alpinistica si dovesse perdere il freno).
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