tempolibero
10 Ottobre 2009 amministratore

La storia dell' ARRAMPICATA sportiva

L’evoluzione dell’arrampicata nei tempi moderni

La svolta più grande per l’arrampicata Europea si ebbe tra la fine degli anni settanta e l’inizio degli anni ottanta. Allora spuntò la figura di Gullich, un grande personaggio del settore che iniziò a portare i limiti finora toccati su livelli impensabili e più vicini a quelli di oltreoceano. Con il suo stile, poco ricercato ma molto potente e tenace Gullich diede un impronta più sportiva all’arrampicata conservandone pur sempre la sua caratteristica principale di avventura. Il suo nome spiccava più come trainatore che come “garante della tecnica” tra altri prestigiosi nomi come quelli di Edlinger, Rabatou, Manolo Glowatz e Kammerlander. Pian piano si sale di livello e si iniziano a sfiorare i limiti del 7+ in arrampicata in montagna (precisamente sulle dolomiti con il giovanissimo Sustr) e dell’8a in arrampicata in falesia perseguito da nomi del calibro di Manolo. In questo periodo sono i Francesi in Europa a vedere il boom dell’arrampicata dopo il lancio di vari video tipo quelli di Berhault, Edlinger e Destivelle e grazie anche alle varie formazioni rocciose tipo il Verdon divenute teatro dell’arrampicata pionieristica. La Francia diviene così una delle principali nazioni protagoniste dell’evoluzione dell’arrampicata in Europa. E così dopo essere stato raggiunto nell’arrampicata in falesia, l’8a viene aperto anche in montagna a fione anni ‘80 con le impronte digitali lasciate sulle prese più ardue da Manolo e dai fratelli Huber che divennero poi celebri. Arrivati a questo punto siamo giunti ormai alla nascita ufficiale dell’arrampicata sportiva che vede la sua prima competizione di free climbing svolgersi proprio nel 1985, tempi in cui iniziarono a sorgere le prime pareti spittate e “pronte per l’uso”.

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