1.1 Il Parto
mamme
10 Ottobre 2009 amministratore

1.1 Il Parto

Viene solitamente suddiviso in tre fasi: fase dilatante che corrisponde al travaglio caratterizzato da contrazioni ritmiche che si susseguono e che sono intervallate da periodi che si accorciano sempre più: dai 5 minuti arriviamo ai 30-40 secondi.

Viene solitamente suddiviso in tre fasi:
fase dilatante che corrisponde al travaglio caratterizzato da contrazioni ritmiche che si susseguono e che sono intervallate da periodi che si accorciano sempre più: dai 5 minuti arriviamo ai 30-40 secondi. Il collo uterino si modifica e si dilata di 3-4 cm. Il collo offre ancora molta resistenza e la progressione del feto è in parte bloccata o molto lenta: diversamente potrebbe causare lesioni al collo. Di fondamentale importanza è il controllo del respiro e del rilasciamento della muscolatura: in questo modo evitiamo pressioni addominali disastrose per il collo uterino. È nel momento in cui il collo si è adeguatamente appianato che le membrane fetali si rompono in modo spontaneo sotto la pressione del liquido amniotico e causano la fuoriuscita di liquido. Le membrane possono anche essere rotte artificialmente per accelerare i tempi del parto.
fase espulsiva che segue la rottura delle membrane: in questo momento, le contrazioni sono più efficaci, intense e frequenti. La donna sente il bisogno di spingere durante ogni contrazione. Le spinte devono essere razionali ed equilibrate: all'inizio di ogni contrazione è necessario inspirare profondamente, trattenere l'aria nei polmoni e spingere verso il basso cercando di non interrompere lo sforzo per tutta la durata della contrazione.
fase di secondamento che corrisponde al periodo che va dalla espulsione del feto a quella della placenta e delle membrane e che si distingue in due tempi della durata complessiva di 15-20 mn: prima assistiamo al distacco della placenta - possibile grazie alla riduzione ed al ritirarsi dell’utero dopo essersi svuotato -, poi alla sua espulsione. Dopo di questo secondamento si ha la formazione del «globo di sicurezza», ossia l'utero, contraendosi, assume una forma globosa, consentendo così l'arresto dell'emorragia nella cavità uterina.

 

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