4.2 Il Latte Materno
mamme
10 Ottobre 2009 amministratore

4.2 Il Latte Materno

Ogni cucciolo riceve il latte di cui necessita, ossia che contiene le sostanze nutritive adeguate in quantità e qualità a sostenere la sua crescita.

Ogni cucciolo riceve il latte di cui necessita, ossia che contiene le sostanze nutritive adeguate in quantità e qualità a sostenere la sua crescita. Questa differenza è dovuta alla diversa modalità di accrescimento tra le differenti specie di animali: così mentre un topolino raggiunge il doppio del suo peso in sei giorni e quindi dispone di un latte che contiene grande quantità di proteine (120 g) e di grassi (150 g), un bambino raddoppia il suo peso soltanto alla fine del 5° mese, cosicché il suo latte conterrà quantità molto minori di proteine (9 g) e di grassi (38 g). Nel contempo, assumerà quantità maggiori di zucchero, o meglio di lattosio (60 g per litro), di cui il latte materno è ricchissimo, in quanto è necessario per lo sviluppo del cervello, la cui crescita è di circa 2 g al giorno per tutto il primo anno di vita (il che significa che nell’arco di un anno il peso del cervello raggiunge 900 g!). Proprio per le sue caratteristiche, il latte materno viene definito specie-specifico, ovvero un alimento con caratteristiche determinate e adeguate per la dieta del nostro bambino. Infatti, ha la temperatura giusta, quella corporea, ed è sempre “fresco”, ossia prodotto “su richiesta”. Inoltre, subisce delle variazioni che corrispondono ai cambiamenti che il nostro stesso bambino attraversa: modifica quindi la sua composizione, iniziando da un latte ricchissimo di colostro, un liquido denso e giallognolo proprio per la presenza in quantità elevate di proteine e sali minerali ed in una minore di zuccheri e grassi. Questa “scelta” corrisponde pienamente alla necessità del nostro bambino di compensare con i sali minerali la perdita di liquidi, a cui è soggetto fin dalla nascita, e con le proteine il procurarsi di quei “mattoni” che gli consentono di iniziare bene la sua crescita. Infatti, queste ultime, oltre a sostenere il nostro bambino nello sviluppo fisico, lo proteggono da eventuali agenti infettivi presenti nell’ambiente, fornendogli anticorpi, come le immunoglobuline A o IgA, che ostacolano l’aggressione di germi e virus o di altre sostanze che potrebbero suscitare reazioni allergiche. Al terzo/quarto giorno dalla nascita, passiamo al cosiddetto latte di transizione, più chiaro e più ricco di zuccheri e grassi. In questa fase, infatti, diminuisce la quantità delle proteine a vantaggio degli zuccheri, essenziali per la crescita dei tessuti cerebrali, e di grassi, utili per il maggior apporto energetico che forniscono al nostro bambino. Nell’arco di dieci giorni, avremo il latte maturo o latte perfetto, fluido, piuttosto dolce e di colore azzurrognolo. Questo cambiamento spesso ci induce a pensare che il latte che adesso offriamo al nostro piccolo non sia buono, scadente e di poco nutrimento; al contrario, la natura non ci abbandona mai, bensì ci rende capaci e perfettamente pronte a fornire ciò di cui nostro figlio necessita e nel modo più adeguato possibile.

 

 

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