4.6 Domanda e offerta durante l’allattamento
mamme
10 Ottobre 2009 amministratore

4.6 Domanda e offerta durante l’allattamento

Il latte materno non è subito disponibile: è necessario che trascorrano tre/cinque giorni prima che si abbia la montata lattea: il seno diviene improvvisamente più gonfio e pieno, segnale che la produzione di latte ha avuto inizio.

Il latte materno non è subito disponibile: è necessario che trascorrano tre/cinque giorni prima che si abbia la montata lattea: il seno diviene improvvisamente più gonfio e pieno, segnale che la produzione di latte ha avuto inizio. Questi giorni sono utilizzati dal corpo materno per apportare modificazioni ormonali: una volta avvenuto il parto, gli estrogeni ed il progesterone diminuiscono notevolmente e questo funge da segnale per l’ipofisi (piccola ghiandola alla base del cervello) che così inizia a secernere la prolattina che va proprio a stimolare la produzione del latte materno. Nel contempo, il nostro stesso bambino sollecita, succhiando, le terminazioni nervose del capezzolo che “ordinano” all’ipofisi di produrre prolattina che a sua volta stimola le cellule della ghiandola mammaria a produrre più latte. È un ciclo continuo, cosicché più il nostro bambino succhia e più latte di forma. L’ipofisi inoltre attiva la produzione dell’ossitocina: mentre durante il travaglio sostiene la contrazione e la dilatazione dell’utero, adesso va a stimolare la contrazione delle cellule muscolari, che custodiscono le ghiandole mammarie, e la dilatazione dei canali galattofori: il latte passa quindi dagli alveoli al bambino svuotando così il seno. L’intero processo si basa sulle capacità innate del nostro bambino, sulle sue capacità di seguire l’odore ed il contatto con la nostra pelle, tanto che un piccolo smarrimento può essere superato sfiorandogli leggermente la guancia: si volgerà subito verso il seno, con la bocca aperta, in cerca del capezzolo. La prolattina e l’ossitocina hanno la funzione di sostenere il nostro bambino in questo processo di apprendimento: una volta acquisita, la suzione diviene l’unica fonte di stimolazione della ghiandola mammaria e pertanto la produzione di latte seguirà un sistema di domanda e offerta. Per agevolare il processo possiamo lasciare che il nostro bambino si attacchi al nostro seno ogni volta che lo desideri e questo i primi giorni può avvenire anche dieci volte nell’arco di una giornata, il che non è strano, in quanto la produzione deve regolarizzarsi. Inoltre, facciamo attenzione che i seni si svuotino totalmente: se il nostro bambino non succhia fino in fondo il latte contenuto nel nostro seno, possiamo toglierlo e conservarlo mediante la spremitura delle mammelle: massaggiamo il seno e premiamo più volte con il palmo della mano verso il basso fino all’areola; giunte al bordo, premiamo a fondo schiacciando su e giù senza mai strizzare il capezzolo che deve rimanere libero e ben eretto altrimenti il latte non esce. Infine, evitiamo di integrare le poppate con del latte artificiale, in quanto può causare una minore produzione di latte fino anche ad interromperla ed a rendere poi impossibile riprendere ad allattare. Anche se avessimo la sensazione che da una poppata all’altra sia intercorso poco tempo per essere nuovamente capaci di offrirgli del latte, lasciamo che si attacchi al seno: gradualmente il nostro latte aumenterà, in quanto, come abbiamo visto, dipende dalla suzione che diventerà quindi il modo più semplice e funzionale per ottenere maggiori quantità di latte. Offrire il seno ogni volta che il nostro bambino lo chiede, sostiene il bambino a trovare il suo proprio ritmo: deve imparare a regolare il periodo della veglia e quello del sonno ed a manifestare la fame ed a soddisfarla; deve adattarsi alla nuova vita creandosi i propri tempi nel rispetto delle sue esigenze. Infatti, assecondare le sue richieste significa rispondere in modo naturale alle sue necessità ed imparare noi stesse a conoscerlo. Quindi, offriamo senza forzare e restiamo aperte alla comprensione delle vere cause dei suoi comportamenti: questo consiglio vale per questo momento così come per il futuro, quando inizierà a mangiare le pappe e poi mangerà con noi a tavola.

 

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