3.4 Come affrontare l’allattamento
mamme
10 Ottobre 2009 amministratore

3.4 Come affrontare l’allattamento

Il periodo dei cambiamenti corrisponde a quello che possiamo definire la fase di adattamento, fase in cui molte delle situazioni che veniamo ad affrontare ci sembrano di difficile soluzione, quasi insormontabili: manteniamo una mente positiva ed aiutiamoci

Il periodo dei cambiamenti corrisponde a quello che possiamo definire la fase di adattamento, fase in cui molte delle situazioni che veniamo ad affrontare ci sembrano di difficile soluzione, quasi insormontabili: manteniamo una mente positiva ed aiutiamoci confrontandoci sia prima che dopo il parto con altre mamme in modo da poter condividere i propri dubbi e timori e ridimensionare le difficoltà o l’idea di difficoltà che ci siamo create nella mente. Inoltre, conoscere preventivamente gli ostacoli o le complicazioni che si possono incontrare con maggior frequenza può essere di enorme sostegno per riuscire ad arginare e contenere i momenti di maggiore difficoltà. Infatti, per esempio, ciò che spesso può creare inquietudine e tensione è il dolore ai capezzoli: adesso che il nostro bambino si nutre con voracità, sebbene ci siamo preparate massaggiando e spalmando creme sul nostro seno anche durante la gravidanza, la suzione causa dei movimenti di trazione e stiramento e i capezzoli naturalmente ne sentono le conseguenze. Possiamo comunque consolarci pensando che dopo le prime 10/12 poppate il dolore scompare. In questa fase, affinché i capezzoli non s’infiammino, possiamo prendere in considerazione di adottare poppate più brevi alternando una mammella all’altra, di verificare sempre che il nostro bambino si sia attaccato non solo al capezzolo bensì anche l’areola e di seguire in modo scrupoloso i consigli d’igiene. Per quest’ultimo punto, facciamo attenzione alle eventuali abrasioni o ferite che una suzione scorretta può provocare: infatti,le ragadi, ossia fissurazioni o piccole ferite che solcano a raggera la superficie dei capezzoli, possono essere molto dolorose e, se profonde, possono sanguinare ed essere quindi una facile porta d’accesso a germi, causa di infezioni al seno. Quindi, per evitare tutto questo, oltre a fare attenzione alla modalità di suzione del nostro bambino, possiamo lavare meno possibile con saponi o soluzioni detergenti, mantenere il seno scoperto il più a lungo possibile e non utilizzare reggiseni sintetici troppo stretti. Se dovesse accadere, rimaniamo comunque tranquille: anche se fossimo costrette a tenere a riposo il capezzolo per 6/12 ore, svuotando manualmente la mammella, le ragadi guariscono velocemente con la semplice applicazione di pomate cicatrizzanti che il nostro medico avrà cura di segnalarci. Altro motivo di inquietudine e soprattutto dolore è l’ingorgo, ossia l’afflusso eccessivo di latte che blocca la secrezione ed ingorga le mammelle, indurendo e gonfiando il seno ed impedendo al nostro bambino di attaccarsi bene e nutrirsi. In questi casi, possiamo prevenire con poppate più frequenti e regolari e con lo svuotamento del seno, premendo col palmo della mano partendo dall’alto e scendendo fino al bordo dell’areola. La cura consiste nell’utilizzare ogni forma che può favorire lo svuotamento del seno, quindi, oltre alla “spremitura” manuale, sono consigliati docce ed impacchi caldi.

 

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