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10 Ottobre 2009 amministratore

3.11 L’alimentazione del bambino: l’Allattamento misto

Arriverà il momento in cui il nostro latte inizierà a diminuire. In questo caso, è molto probabile che il pediatra ci consigli di utilizzare del latte artificiale senza per questo rinunciare all’allattamento al seno, magari integrando soltanto le poppate del tardo pomeriggio e della sera, che sono le più scarse; in questo modo, l’avidità del nostro bambino, che, mosso dall’appetito, succhia con maggiore voracità, svolgerà una funzione di stimolo per la secrezione del latte. Adotteremo, invece, il cosiddetto allattamento complementare, quando pesiamo il nostro bambino prima e dopo la poppata al seno ed integriamo la razione con del latte per lattanti. La dose stabilita potrà essere mantenuta, finché il nostro bambino con il suo comportamento non esprimerà l’esigenza di un cambiamento di quantità. Ad una quantità troppo scarsa o ad un’”intolleranza” del nostro bambino alla mescolanza di diverso latte, provocando vomito o rigurgiti, è consigliabile sostituire un solo pasto completo con il latte artificiale, mantenendo il primo pasto della giornata con latte materno e l’ultimo con latte artificiale. In questo caso, parleremo di allattamento misto alternato. Nel caso in cui dovessimo assentarci, è bene non interrompere i pasti con il nostro latte: spremiamolo quindi e conserviamolo in frigorifero ad una temperatura di 4°C (se occorre nell’arco delle 24 ore) o nel congelatore (se necessario per periodo più lunghi). Ricordiamo comunque che la produzione del latte diminuisce anche con il ridursi delle occasioni in cui offriamo il seno al nostro bambino e che è consigliabile passare direttamente all’allattamento artificiale quando il quantitativo di latte prodotto dal nostro seno diminuisce fino a diventare meno di un terzo della razione giornaliera.

 
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